02 Agosto 2026 - 09:58:29

di Vanni Biordi

Le fiamme continuano a salire lungo il versante tra Lucoli e Roio e restano ben visibili anche dalla città dell’Aquila. L’incendio, innescato nei giorni scorsi da un fulmine secondo le prime ricostruzioni, non è ancora spento.

I vigili del fuoco e la Protezione civile hanno ripreso questa mattina alle ore 7:00 le operazioni di spegnimento e di bonifica. Il fronte è sotto controllo, ma il lavoro continua per eliminare i focolai che potrebbero riattivarsi con il vento e le alte temperature.

Canadair in azione nell’area dell’incendio


Il sindaco di Lucoli ha chiesto al prefetto un rafforzamento del dispositivo antincendio. Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha spiegato di essere in costante contatto con il Comune di Lucoli, con i vigili del fuoco e con la Protezione civile per seguire l’evoluzione dell’emergenza. In una nota ha rivolto un appello «alla massima prudenza da parte di tutti, affinché si evitino comportamenti che possano favorire l’innesco o la propagazione degli incendi».

Intanto cresce la preoccupazione tra i residenti. Alcuni cittadini si stanno organizzando spontaneamente per monitorare l’evoluzione del rogo. L’obiettivo è controllare che le fiamme non raggiungano i boschi e soprattutto le pinete che circondano l’area. È il segnale di una comunità che osserva con attenzione un incendio capace di cambiare direzione nel giro di poche ore.


Le condizioni meteo continuano a rappresentare il principale alleato del fuoco. Il vento ha spinto le fiamme verso il versante di Roio, mentre le temperature elevate hanno favorito una propagazione rapida anche nelle aree di prati vicine. Le precipitazioni attese tra oggi e domani potrebbero aiutare le operazioni, ma nessuno è in grado di dire se saranno sufficienti.

Il vero problema, però, non riguarda soltanto questo incendio. Ogni estate il dibattito si concentra sull’efficacia degli interventi durante l’emergenza. Raramente si discute della prevenzione nei mesi precedenti. Un bosco senza manutenzione, con sottobosco fitto, piste forestali difficili da percorrere e punti acqua insufficienti, rende ogni incendio più difficile da contenere. Quando il fuoco arriva, gran parte delle possibilità di limitarne gli effetti è già stata persa, soprattutto se colpisce zone impervie e raggiungibili soltanto con mezzi aerei.

La soluzione richiede un cambio di prospettiva. Le risorse non dovrebbero concentrarsi quasi esclusivamente sulla fase dello spegnimento. Serve un piano permanente di manutenzione forestale, con fasce tagliafuoco, pulizia del sottobosco, mappatura aggiornata delle aree più esposte e una rete di monitoraggio che utilizzi droni e sensori nelle giornate a rischio elevato. La differenza tra un incendio contenuto e uno fuori controllo spesso si decide settimane prima della prima scintilla. È in quel tempo silenzioso, quando il bosco sembra non chiedere nulla, che si costruisce davvero la sicurezza del territorio.