07 Agosto 2026 - 17:11:11

di Tommaso Cotellessa

La morsa degli incendi stringe ormai da più di due settimane la provincia dell’Aquila, con danni ambientali significativi sui diversi fronti interessati dai roghi, una forte pressione sul sistema antincendio regionale e un clima di ansia e apprensione tra la popolazione, soprattutto nelle aree maggiormente esposte alla presenza delle fiamme.

Ma un’emergenza prolungata non si misura soltanto attraverso i suoi effetti immediati. Gli incendi stanno infatti producendo ricadute anche sul tessuto economico e, in particolare, sul comparto turistico.

A lanciare l’allarme è Francesco Palmisano, presidente di Confcommercio Giovani Imprenditori della provincia dell’Aquila e di Federalberghi Extra provinciale, secondo cui in queste ore diverse strutture ricettive del territorio stanno ricevendo disdette e richieste di chiarimento da parte di ospiti preoccupati dalla situazione degli incendi.

«L’incendio che da giorni interessa le montagne tra Lucoli, Roio e Bagno rappresenta una ferita per il nostro territorio. Il primo pensiero va alle comunità coinvolte e a tutte le persone che stanno vivendo ore di apprensione, insieme a un ringraziamento sincero ai Vigili del Fuoco, alla Protezione civile, alle Forze dell’ordine, al Comune dell’Aquila, ai volontari e a quanti stanno lavorando senza sosta sul campo», dichiara Palmisano.

Il presidente interviene anche sulla comunicazione dell’emergenza e sulle conseguenze che, a suo giudizio, può produrre una rappresentazione eccessivamente allarmistica della situazione.

«Nessuno intende minimizzare la gravità di quanto sta accadendo, né sottrarre la gestione dell’incendio alle necessarie verifiche. Chiedere chiarezza sulle responsabilità, sulla prevenzione e sull’efficacia degli interventi è legittimo e doveroso. Ma esiste un confine preciso tra il diritto di critica e l’allarmismo indiscriminato».

Per Palmisano, infatti, il modo in cui viene raccontata l’emergenza può avere conseguenze dirette sull’economia locale. «Trasformare un’emergenza così delicata in uno strumento di contrapposizione politica, utilizzando toni che fanno percepire l’intero comprensorio aquilano come insicuro o inaccessibile, produce conseguenze concrete. Una prenotazione si cancella in pochi secondi; per costruire la fiducia verso una destinazione servono invece anni di lavoro».

Da qui la richiesta di distinguere con precisione le aree direttamente interessate dagli incendi dal resto del territorio, dove strutture ricettive e attività turistiche continuano a operare regolarmente.

«Non chiediamo silenzio e neppure una rappresentazione edulcorata della realtà. Chiediamo precisione, responsabilità e rispetto dei fatti. Chi ricopre un ruolo pubblico ha il dovere di informare indicando quali aree siano effettivamente coinvolte, facendo riferimento agli aggiornamenti delle autorità competenti ed evitando generalizzazioni capaci di alimentare paura e disinformazione», sottolinea Palmisano.

L’impatto dell’emergenza, secondo Confcommercio, rischia dunque di estendersi dal piano ambientale a quello economico e reputazionale. «Il nostro territorio sta già pagando un prezzo ambientale importante. Non possiamo consentire che, per mera propaganda politica, gli venga imposto anche un danno economico e reputazionale. L’emergenza non può diventare un manifesto elettorale sulla pelle delle comunità e delle imprese».

Infine, l’appello alle forze politiche è quello di mantenere un atteggiamento improntato alla collaborazione, rinviando il confronto sulle eventuali responsabilità alle sedi opportune.

«Questo è il momento della collaborazione, della tutela delle persone e del territorio. Il confronto sulle responsabilità dovrà esserci, nelle sedi opportune e sulla base dei fatti. Oggi servono unità, correttezza e parole capaci di informare senza generare ulteriore paura», conclude Palmisano.