08 Agosto 2026 - 09:50:54

di Vanni Biordi

Quando il prezzo del carburante sale, in Abruzzo non aumenta soltanto il costo di un pieno.

Cambia il costo della vita. L’analisi diffusa dalla Cgia di Mestre fotografa un incremento della spesa nazionale per benzina e gasolio che supera gli 11 miliardi di euro al mese di maggiore esposizione rispetto ai livelli precedenti, con effetti che si riflettono sull’intero sistema economico. Per una regione come l’Abruzzo il problema assume un peso ancora maggiore, perché la mobilità privata resta il principale collegamento tra persone, lavoro e servizi.

Nelle aree interne, tra l’Aquilano, la Marsica, la Valle Peligna e gran parte dell’entroterra teramano e chietino, l’automobile non è un’alternativa ai mezzi pubblici. È spesso l’unico modo per raggiungere il posto di lavoro, un ospedale, una scuola o un ufficio. Ogni aumento di pochi centesimi al litro si ripete più volte durante la settimana e, alla fine del mese, diventa una voce stabile del bilancio familiare. Le imprese vivono la stessa pressione.

Artigiani, imprese edili, aziende agricole, trasportatori e attività commerciali devono affrontare costi di distribuzione più elevati. Chi lavora nelle zone montane percorre molti chilometri ogni giorno e ha margini sempre più ridotti per assorbire gli aumenti senza trasferirli sui prezzi finali. È una dinamica che rischia di rendere meno competitivo un territorio già penalizzato dalla distanza dai grandi mercati. Il problema riguarda anche il turismo.

L’Abruzzo ha costruito parte della sua attrattività sulla facilità di raggiungere borghi, parchi e località montane in automobile. Se il viaggio diventa sempre più costoso, una parte dei visitatori potrebbe ridurre gli spostamenti o accorciare la permanenza, con ricadute sulle attività locali. C’è da sottolineare, poi, che gli aumenti dei carburanti colpiscono tutti allo stesso prezzo, ma non tutti percorrono le stesse distanze. Chi vive in una grande città può scegliere un autobus o un treno.

Chi vive a Castel del Monte, a Bisegna, a Palmoli o a Valle Castellana spesso questa possibilità non ce l’ha. Lo stesso litro di carburante ha quindi un peso economico diverso a seconda del luogo in cui si vive. È una differenza che non compare nei distributori, ma si vede nei conti delle famiglie. Una possibile risposta potrebbe partire da un criterio diverso rispetto ai tradizionali sconti generalizzati. Nelle aree interne sarebbe più efficace riconoscere un credito di mobilità legato ai chilometri necessari per raggiungere i servizi essenziali, destinato ai residenti dei comuni più lontani.

Non un contributo uguale per tutti, ma uno strumento costruito sulla reale dipendenza dall’automobile. Ridurrebbe il peso degli aumenti senza alterare il mercato dei carburanti e aiuterebbe chi oggi non ha alternative. L’Abruzzo continua a fare i conti con una geografia che è insieme la sua forza e la sua fragilità. Le montagne, i piccoli centri e le lunghe distanze rendono unico questo territorio.

Quando il costo del carburante cresce, quella stessa geografia presenta il conto. E ogni pieno racconta una storia che va oltre il prezzo esposto sul tabellone del distributore