10 Agosto 2026 - 16:22:02

di Martina Colabianchi

C’è preoccupazione a L’Aquila per l’incertezza lavorativa che pesa sulle spalle di 59 lavoratori del call center Tecnocall di Monticchio che rischiano il licenziamento.

La situazione è legata in particolare alla scadenza dell’attuale commessa con Hera Comm, prevista per marzo 2027, che non dovrebbe essere sostituita da una nuova gara a seguito del superamento del mercato tutelato dell’energia.

Una prospettiva che potrebbe determinare i primi esuberi già a partire dal prossimo settembre.

Lo scorso 5 agosto, la vertenza è approdata in terza commissione consiliare, dove è stata annunciata l’intenzione di portare all’attenzione del Consiglio comunale un ordine del giorno che impegni l’amministrazione a seguire costantemente la vertenza e ad attivare tutte le interlocuzioni necessarie con Regione Abruzzo, Governo e Ministero competente. Accanto a questo, la commissione ha anche ribadito la necessità di affiancare alla tutela immediata dei posti di lavoro anche percorsi di formazione e riqualificazione professionale, per accompagnare i lavoratori verso eventuali nuove opportunità occupazionali.

Insieme all’azione istituzionale, si muovono anche i sindacati. Il prossimo passo infatti dovrebbe essere quello di sedersi ad un tavolo con l’azienda alla fine dell’estate.

«Si tratta di un dejà vu che ci porta indietro di tre anni, alla fine del servizio a tutele graduali – spiega Valentina Raparelli della Slc Cgil -. Quanto sta accadendo riporta al centro la problematica dell’emendamento che fu prima approvato ma che poi successivamente, sotto l’albero di Natale, saltò. La preoccupazione è per il perimetro occupazionale, perché terminando la commessa non si applica la clausola sociale. Quindi, o si trova una soluzione con la committenza che ci dia la possibilità di far passare le persone sul mercato libero oppure, al contrario, bisognerà rimettere mano alla norma».