21 Agosto 2026 - 15:39:25

di Redazione

Venti gigantografie, un palazzo che riapre le sue finestre alla città e un Abruzzo raccontato attraverso la luce e le parole.

Mercoledì 26 agosto, alle ore 12, il porticato di Palazzo Federici, in corso Vittorio Emanuele a L’Aquila, accoglierà il vernissage della mostra “Abruzzo, segni di una terra. Un viaggio nell’Anima“, promossa dall’Associazione artistica e culturale Pietralunare in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell’Aquila e Teramo.

L’esposizione mette in dialogo le fotografie in bianco e nero dell’aquilano Roberto Grillo con i testi della scrittrice abruzzese Donatella Di Pietrantonio, vincitrice nel 2024 del Premio Strega e del Premio Strega Giovani con il romanzo “L’età fragile”. Immagini e parole attraversano paesaggi, memoria e identità, restituendo il volto intimo di una regione sospesa tra passato e futuro.

La mostra nasce dalla lunga ricerca avviata da Grillo nel 1985 e mai interrotta. Gli scatti saranno collocati nelle arcate e sulle porte interne del porticato, oltre che sulle cinque finestre affacciate su piazza Duomo. Palazzo Federici diventerà così uno spazio espositivo aperto, inserito nel passaggio quotidiano del centro storico e accessibile anche a chi incontrerà le opere semplicemente attraversando la città.

«Nell’ospitare questa esposizione, che delimita ed esalta il perimetro della nuova sede appena acquisita, la Soprintendenza segna l’avvio di un percorso che è alla base dell’acquisto di Palazzo Federici da parte del Ministero – dichiara il Soprintendete Massimo Sericola –: fare di questo edificio storico che si affaccia sulla piazza principale dell’Aquila un polo culturale attivo, aperto, partecipato. Uno spazio al servizio della città che sta definendo sempre più la sua vocazione, in questo lungo percorso di rinascita, all’arte, a tutte le arti, e al confronto».

Fotografo professionista dal 1985, Grillo ha realizzato oltre trenta libri e più di cinquanta mostre in Italia e all’estero. Dopo aver raccontato per immagini il terremoto del 6 aprile 2009, ha sviluppato nuove forme di ricerca visiva, tra cui la “Fotografia Miope” e “Righe/Rughe”. Il progetto confluirà anche in un volume con la prefazione di Gianni Letta.

“Abruzzo, segni di una terra” resterà esposta fino al 15 gennaio 2027, accompagnando gli ultimi mesi di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Il vernissage del 26 agosto è aperto alla stampa e alla cittadinanza.