22 Agosto 2026 - 11:37:58
di Tommaso Cotellessa
Bene la riqualificazione delle strade e degli spazi pubblici del centro storico, ma ora bisogna dedicare la stessa attenzione alle frazioni.
È questo, in sintesi, il messaggio lanciato dai consiglieri comunali della Federazione «Il Passo Possibile» Emanuela Iorio, Elia Serpetti e Massimo Scimia, insieme ad Americo Di Benedetto e al presidente dell’associazione civico-politica Fabrizio Ciccarelli.
Al centro dell’intervento c’è l’investimento da 2,2 milioni di euro annunciato nei giorni scorsi dal Comune dell’Aquila per la riqualificazione di strade e spazi pubblici del centro storico. Un intervento che «Il Passo Possibile» accoglie positivamente, riconoscendone l’importanza per il recupero della qualità urbana, ma che allo stesso tempo diventa l’occasione per porre l’attenzione sulla situazione delle frazioni.
Secondo i rappresentanti della Federazione, infatti, esiste il rischio che il processo di ricostruzione e rivalutazione della città proceda a velocità differenti tra il centro storico e i territori periferici.
«È giusto occuparsi della qualità degli spazi circostanti: pavimentazioni, accessibilità, verde, arredo urbano e vivibilità», sottolineano. «Tuttavia, proprio questo intervento ci porta a porre una domanda politica: quando inizieremo a programmare il futuro delle nostre frazioni con la stessa attenzione?».
La richiesta non è quella di contrapporre il centro storico alle frazioni, ma di applicare all’intero territorio comunale lo stesso principio: alla ricostruzione degli edifici deve accompagnarsi anche la riqualificazione degli spazi pubblici.
Un’esigenza che, secondo «Il Passo Possibile», diventa sempre più urgente alla luce dell’avanzamento della ricostruzione privata nelle frazioni. «La ricostruzione privata nelle frazioni sta accelerando – affermano – il Comune non arrivi tardi alla fase della restituzione del decoro e della vivibilità».
Il rischio, spiegano, è che si arrivi alla conclusione dei cantieri senza avere programmato per tempo gli interventi necessari nelle aree circostanti gli edifici ricostruiti. In diverse frazioni, infatti, a fronte di parti del tessuto abitativo ormai completamente ricostruite, restano ancora fili e impianti provvisori sulle facciate, strade interne segnate dal passaggio dei mezzi di cantiere, marciapiedi e spazi pubblici che necessitano di interventi di ripristino e riqualificazione.
Per la Federazione occorre quindi intervenire sulla sistemazione dei sottoservizi, sul riordino delle reti, sul ripristino delle pavimentazioni e sull’abbattimento delle barriere architettoniche, restituendo alle comunità spazi pubblici adeguati.
«Non stiamo chiedendo di rifare le frazioni mentre la ricostruzione è ancora in corso. Chiediamo al Comune di programmare oggi ciò che dovrà essere fatto domani, partendo proprio dai territori dove la ricostruzione privata è più avanzata».
La questione, però, secondo «Il Passo Possibile», non riguarda soltanto il decoro urbano. A essere in gioco è anche la capacità delle frazioni di tornare a essere comunità attrattive e vitali, dopo anni di progressivo impoverimento demografico e sociale.
«Se vogliamo arginare lo spopolamento – spiegano – dobbiamo tornare a considerare le frazioni non come semplici luoghi nei quali ricostruire abitazioni, ma come comunità da rendere nuovamente attrattive, vivibili e capaci di generare nuovi impulsi».
In questa prospettiva, una piazza riqualificata, una strada sistemata, un marciapiede accessibile, un’area verde curata, una migliore illuminazione o uno spazio di aggregazione diventano elementi fondamentali della qualità della vita e possono contribuire a rendere una frazione un luogo nel quale scegliere di restare, tornare o trasferirsi.
Da qui la proposta di avviare un programma organico di riqualificazione degli spazi pubblici delle frazioni, collegato allo stato di avanzamento della ricostruzione privata e costruito sulla base delle esigenze e delle priorità dei singoli territori.
«Il centro storico deve tornare all’altezza dei palazzi che sono stati riconsegnati alla città. Le frazioni necessitano della stessa attenzione, perché anche lì, edificio dopo edificio, la città sta tornando in piedi».
La conclusione dell’appello è quindi rivolta direttamente all’amministrazione comunale: «È il momento che il Comune non si faccia trovare impreparato».
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