22 Agosto 2026 - 15:45:31

di Angelo Liberatore

«Nella critica che rivolgiamo a questo governo regionale c’è una mancanza assoluta di programmazione: la Regione ha varato un piano di prevenzione incendi a cui non ha dato assolutamente seguito».

Il Patto per l’Abruzzo, con Luciano D’Amico, affonda il colpo sul piano antincendio boschivo che la Regione ha redatto per il triennio 2026/2028. Una questione di assoluta attualità, considerando che in queste settimane diversi roghi sono divampati sul territorio mettendo a dura prova la rete e il sistema che si muove per contrastare le fiamme.

Fiamme che, in due mesi, dal 15 giugno al 15 agosto, in Abruzzo hanno distrutto 2532 ettari di territorio. I dati sono quelli di Legambiente contenuti nel fascicolo “Italia in Fumo”.

Secondo il Patto per l’Abruzzo tanti problemi nel comparto antincendio sarebbero stati messi nero su bianco già proprio nelle pagine del piano AIB della Regione, senza però che lo stesso Ente politico si preoccupasse di andare a porre rimedio. Una situazione paradossale. Spiega Luciano D’Amico del Patto per l’Abruzzo: «Abbiamo rilevato, rileviamo e continueremo a denunciare, fino a quando non verrà posto rimedio, tutta una serie di carenze che vanno da sistemi radio che non sono adeguati e non funzionano, ai bacini di accumulo, alla prevenzione ed eliminazione sottobosco. Sono tanti i punti su cui l’assenza di programmazione conduce a delle situazioni, come quelle che purtroppo stiamo osservando in questi giorni. Ne soffre l’Abruzzo, ne soffrono le abruzzesi e gli abruzzesi; noi auspichiamo che questo governo inizi a programmare le proprie attività e che lo faccia per il tempo».

Il Patto per l’Abruzzo lancia quindi una vera e propria operazione trasparenza sul piano antincendio regionale. Lo strumento concreto è un’interpellanza, che chiederà conto alla Giunta Marsilio sia delle scelte assunte dal 2019 ad oggi sia degli orientamenti futuri in materia di antincendio boschivo, soprattutto sul fronte delle risorse da mettere a bilancio per il triennio 2027/2029.

«Le responsabilità che noi individuiamo sono responsabilità di tipo politico – puntualizza Luciano D’Amico – e sono del tutto evidenti: è mancata un’azione di prevenzione che non è quella chiesta dalle opposizioni, ma è quella messa nero su bianco dalle forze di maggioranza nell’approvazione del piano di prevenzione incendi. Il piano AIB è il piano che avrebbe dovuto tutelare i boschi abruzzesi e avrebbe dovuto tutelare la nostra Regione ed a cui non è stato dato seguito: non è stato dato seguito – conclude D’Amico – alle indicazioni firmate dalla stessa maggioranza».