29 Agosto 2026 - 10:19:19

di Martina Colabianchi

Si torna a parlare dell’Istituto Penale per i Minorenni dell’Aquila, negli scorsi mesi spesso teatro di episodi di violenza ed autolesionismo dei giovani detenuti che stanno scontando la loro pena all’interno della struttura.

A porre di nuovo l’accento sulle criticità dell’istituto è il segretario nazionale Cnpp-Spp Mauro Nardella, che sottolinea che, nonostante un timido miglioramento avutosi dal punto di vista delle progettualità trattamentali, continuano ad esserci episodi preoccupanti prodotti «da un sovraffollamento carcerario oramai conclamato – spiega Nardella -, aggravato dall’arrivo di detenuti violenti per lo più trasferiti da altri istituti laddove hanno lasciato il segno in termini di devastazione».

In merito al citato sovraffollamento, sono 28 i detenuti presenti attualmente nella struttura, a fronte di un numero massimo di posti che non supera le 25 unità. «Celle contemplate per 3 persone vedono la presenza sistematica di 4 soggetti», spiega ancora Nardella, che citando fonti interne all’Ipm, parla anche di un detenuto che sarebbe stato costretto a dormire in bagno per mancanza di spazio.

E ancora critica resta la condizione dell’organico di Polizia Penitenziaria, nonostante l’arrivo di nuovi agenti che, però, per la metà sono già stati destinati altrove.

Da qui, le proposte del sindacato, tra cui quella di «dichiarare lo stato d’emergenza delle carceri utilizzando tutte le giuste formule per porvi rimedio, correggere il modello operativo del Gruppo di Intervento Operativo, di fatto sinora quasi del tutto “inutilizzato” (il tutto malgrado i disastri che troppo spesso oramai si vanno dislocando qua e la perdita l’Italia); non disegnare, nelle more che vengano, si spera, assunti i 20.000 agenti mancanti, l’utilizzo dell’esercito potrebbe rappresentare un terzo elemento da considerare; prevedere, come di fece ai tempi delle brigate rosse, l’istituto di un Prefetto per le carceri, come lo fu il generale Dalla Chiesa, potrebbe rappresentare un altro importante traguardo».

«Insomma, bisogna fare presto se non si vorranno contare danni irreparabili e, si spera mai, irreversibili», conclude Nardella.