31 Agosto 2026 - 10:01:07

di Redazione

Dal 13 al 20 settembre 2026 torna a L’Aquila Human Dance, il progetto ideato e diretto da Francesca La Cava, direttrice artistica di Gruppo e-Motion, giunto alla sua quarta edizione. Al Palazzo Benedetti, una settimana di spettacoli, performance, laboratori e incontri mette la danza in relazione con i luoghi e con le comunità, coinvolgendo artisti affermati, giovani autrici e autori e pubblico. Al centro dell’edizione 2026 c’è l’umano: una ricerca che parte dal corpo — luogo primario di relazione, conoscenza e cambiamento — per interrogare i confini che separano le persone e immaginare, attraverso l’arte, nuovi modi di vivere e condividere l’esperienza quotidiana. Human Dance nasce infatti come un dispositivo per “abitare” i luoghi attraverso la cultura e per avvicinare alla danza persone di tutte le generazioni. È da questa prospettiva che Francesca La Cava costruisce la quarta edizione: spettacoli, formazione e partecipazione sono parti di un unico processo di relazione con i luoghi e con le comunità. Il programma mette in dialogo realtà consolidate della scena, come Compagnia Zappalà Danza, Gruppo e-Motion e Teatrabile, con una nuova generazione di autrici e autori. Ne nasce un percorso nel quale linguaggi, sensibilità ed esperienze differenti si incontrano, costruendo prospettive diverse sul presente.

Ad aprire Human Dance, domenica 13 settembre alle ore 18, sarà Corpi Liturgici della Compagnia Zappalà Danza, creazione di e con Roberto Zappalà, realizzata in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Una liturgia laica in cui corpo, natura, spiritualità e libertà si intrecciano: i danzatori si ancorano alla terra e tendono verso un “altrove”, trasformando il movimento in uno spazio di ricerca tra materia e trascendenza.

Il 16 settembre alle ore 21 sarà la volta di Il filo, la lana, la trama e le storie, a cura di Eugenio Incarnati / Teatrabile, un progetto nel quale parola, movimento, ritualità e memoria si intrecciano. Il filo diventa materia della creazione e metafora di un patrimonio di storie che attraversa le generazioni. Il percorso nasce dall’esperienza laboratoriale e arriva alla performance attraverso espressione corporea e vocale, improvvisazione e costruzione collettiva, trasformando l’esperienza individuale in materiale condiviso. Il programma guarda anche alla trasmissione dei saperi e alla riflessione sulla scena contemporanea con la presentazione, giovedì 17 settembre alle ore 18, del libro Il sipario è la nostra bandiera, di e con Gabriele Sofia, a cura di Strappi.

Uno dei nuclei della quarta edizione è dedicato alla nuova generazione della scena contemporanea. La serata si configura come uno spazio di confronto sulla scena emergente e sui linguaggi attraverso cui i giovani autori interrogano il presente, utilizzando il corpo come strumento per attraversarne tensioni, fragilità e contraddizioni. Venerdì 18 settembre alle ore 21, Giovani autrici e autori riunisce quattro lavori: Cage di Claudia Gentili, Eco di Silenzio di Cassandra Bianco e Antonella Albanese, Four / Now Loading di Manolo Perazzi e Just a solo di Antonio Taurino. I quattro lavori portano sulla scena corpi alle prese con alcune delle tensioni che segnano il presente: gabbie sociali e mentali, fragilità, solitudine, ripetizione, rapporto con il virtuale e desiderio di liberazione. In Cage il corpo diventa una possibile prigione, insieme alle convenzioni sociali e alle stratificazioni della mente. Eco di Silenzio affronta l’esperienza della fobia sociale, trasformando in movimento ciò che spesso rimane inesprimibile. Just a solo costruisce un rituale intimo intorno alla solitudine, mentre Now Loading, secondo degli assolo della suite Four, interroga il confine tra realtà e virtuale e la possibilità di interrompere la ripetizione.

Il rapporto tra corpo, comunità, memoria e tecnologia trova in Resounding, in programma sabato 19 settembre alle ore 21, una delle espressioni centrali della ricerca di Human Dance. La produzione di Gruppo e-Motion, con concept e coreografia di Francesca La Cava e musica live electronics di Marco Ariano, riattiva la memoria collettiva attraverso fili, vibrazioni, gesti e paesaggi sonori, trasformando il corpo in materia capace di evocare il territorio. Il pubblico partecipa direttamente alla performance attraverso la scelta delle carte AR, che determina casualmente l’ordine delle quattro scene. La tecnologia diventa così uno strumento per riscoprire le possibilità espressive del corpo, anche attraverso la e-Motion App, applicazione in realtà aumentata pensata per esplorare e sviluppare il proprio linguaggio fisico. In Resounding, tecnologia e partecipazione contribuiscono alla costruzione dell’esperienza scenica. A chiudere la settimana, domenica 20 settembre dalle ore 19, sarà Acida – simposio lisergico di arti dal vivo, a cura di Camilla Vespa e Piergiuseppe Di Tanno, appuntamento dedicato all’incontro tra differenti forme e linguaggi delle arti dal vivo.

Se gli spettacoli rappresentano il momento pubblico della ricerca, i laboratori ne costituiscono una componente strutturale. Per Human Dance la formazione è uno degli strumenti attraverso cui il progetto costruisce la propria idea di partecipazione e di accesso alla danza. Dal 14 al 18 settembre, dalle 19 alle 21, Francesca La Cava e Gruppo e-Motion condurranno il laboratorio Resounding. Dal 14 al 16 settembre, dalle 17 alle 19, Eugenio Incarnati / Teatrabile guiderà invece Il filo, la lana, la trama e le storie. Due percorsi differenti, accomunati dall’idea che il corpo possa essere uno strumento di conoscenza e che il processo creativo possa essere condiviso anche da chi si avvicina alla scena senza una formazione professionale. Nel laboratorio di Teatrabile, il lavoro si sviluppa attraverso espressione corporea, voce, improvvisazione e gestione delle emozioni. Lo spazio laboratoriale diventa un luogo nel quale l’errore può trasformarsi in materiale creativo e nel quale la creazione collettiva prende forma a partire dalle improvvisazioni dei partecipanti. Nel percorso legato a Resounding, la ricerca sul corpo, sul movimento e sul suono diventa invece occasione per scoprire o riscoprire possibilità espressive. La formazione entra così direttamente in relazione con la produzione artistica, creando continuità tra chi partecipa al laboratorio, chi realizza l’opera e chi la incontra come spettatore.

È proprio in questa continuità che si definisce l’identità di Human Dance: spettacolo, formazione e partecipazione diventano parti di uno stesso processo, capace di mettere in relazione corpo, luogo, memoria, tecnologia e comunità. La danza si fa così esperienza condivisa, strumento per attraversare i confini e costruire nuove forme di relazione.