02 Settembre 2026 - 11:03:02

di Redazione

Il percorso per il recupero delle competenze genitoriali è ancora incompiuto: è il punto centrale dell’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, datata 30 luglio, ricostruita da La Repubblica, sul caso della famiglia nel bosco.

I giudici, pur ritenendo possibile il ricongiungimento, chiedono di procedere per gradi, a partire dall’inserimento dei tre bambini nella scuola pubblica e dal monitoraggio dei cambiamenti della coppia.

I bambini, che dal 20 novembre 2025 vivono in una struttura di accoglienza a Vasto, potranno intanto trascorrere più tempo con i genitori. Gli incontri potranno svolgersi anche nella nuova abitazione messa a disposizione dal Comune di Palmoli e nel casolare dove viveva la famiglia. In un secondo momento, dopo almeno un mese di regolare frequenza scolastica, potranno essere valutati rientri nel fine settimana.
    Per i giudici resta però il nodo della rigidità dei genitori e del timore che il confronto dei figli con coetanei e adulti diversi possa mettere in discussione il modello educativo familiare. Catherine e Nathan continuano a chiedere di decidere sull’istruzione dei figli, proponendo un percorso domiciliare con due docenti.

L’ordinanza richiama inoltre il rischio di condizionamento. Tra gli episodi citati ci sono le preoccupazioni della madre per le gite in spiaggia, perché il mare sarebbe pericoloso, e per l’uso delle creme solari e delle bottiglie di plastica. Per i giudici, il problema non riguarda i principi di vita scelti dalla famiglia, ma il metodo educativo e la limitazione del confronto con consuetudini alternative, con il rischio di generare nei bambini ansia e paura.

Sul rapporto con la casa famiglia, viene riferito che i bambini hanno detto di trovarsi bene nella struttura, ritenendola più confortevole della casa nel bosco, e di essersi divertiti a guardare in tv ‘Il re leone’, esperienza prima vietata. Continuano però a dire di voler tornare a casa con i genitori.

A preoccupare il tribunale è anche il coinvolgimento dei bambini nella vicenda giudiziaria. I genitori avrebbero mostrato loro raccolte di firme e messaggi di sostegno, parlando di un ritorno a casa: secondo i giudici, questo può creare illusioni e false aspettative.

Il ricongiungimento resta dunque possibile, ma graduale e sotto il monitoraggio dei servizi sociali.

L’avvocato della coppia, Simone Pillon, ha annunciato reclamo alla Corte d’appello contro l’ordinanza. 

«Una luce in fondo al tunnel. È così che il professor Tonino Cantelmi, consulente della famiglia nel bosco, ha commentato la decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, arrivata dopo una lunga attesa, sul destino dei piccoli Trevaillon. Un tunnel di cui tuttavia si intravede con fatica l’uscita», dichiara Marina Terragni, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.
 

«I bambini resteranno infatti nella casa-famiglia di Palmoli, sia pure in un percorso di progressivo riavvicinamento con i genitori che prevede l’avvio di incontri protetti e – a partire da ottobre – i primi pernottamenti a casa nel fine settimana. Resta dunque indeterminata la data del definitivo ricongiungimento, sebbene i provvedimenti di allontanamento dei minori debbano indicare una scadenza precisa».

«La decisione del Tribunale – continua la Garante – non sembra inoltre tenere nella necessaria considerazione quanto espresso dal servizio di neuropsichiatria infantile della Asl di Lanciano-Vasto-Chieti, che ha descritto alcuni comportamenti dei bambini come sintomi di una sindrome da stress postraumatico, parlando di ‘urgenza clinica’, e ha indicato come necessario e indifferibile il reinserimento immediato in famiglia. La salute e il benessere dei minori non possono che restare saldamente al centro di qualunque provvedimento che li riguardi e rendono opportuna e necessaria una supervisione medica indipendente dell’intero percorso».

Infine, la questione scuola. «Alla vigilia dell’inizio delle lezioni i bambini non risultano ancora iscritti ad alcun istituto, benché il dispositivo del Tribunale obblighi alla scuola pubblica. La libertà nella scelta educativa per i figli. Un diritto sancito dalla Costituzione. Libertà che prevede anche la possibilità della scuola parentale, che nel caso dei tre minori Trevaillon – come verificato dagli esami a cui sono stati sottoposti – ha registrato esiti più che soddisfacenti. Questo diritto di scelta, per la famiglia nel bosco e per qualunque altra famiglia, non può essere pregiudicato».