10 Settembre 2026 - 10:41:11
di Andrea Di Paolo
In un mondo estremamente instabile e soggetto a cambiamenti alquanto repentini, anche il lavoro, e l’ambiente dove viene svolto, può modificarsi rapidamente, puntando a garantire un maggiore equilibrio con la vita familiare e ad offrire ambienti equi e sempre più inclusivi.
Si inserisce in questo contesto il bando promosso da Unioncamere, che conta su un budget di 7,5 milioni di euro da destinare alle imprese che avviano il percorso per l’ottenimento della prassi di riferimento 192:2026, dedicata proprio al sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro.
Al centro della certificazione c’è il benessere dei dipendenti, il sostegno alla genitorialità e la flessibilità organizzativa. Tutti fattori che concorrono a definire l’equità e l’inclusione sociale di organizzazioni pubbliche, private e del Terzo Settore. Fondamentali, poi, i vantaggi economici, come l’esonero parziale dei contributi previdenziali, la potenziale riduzione del turnover e dell’assenteismo e l’incremento tangibile del benessere organizzativo.
Un bando che mette a disposizione delle imprese un pacchetto di fondi fino a oltre 14 mila euro, tra voucher di assistenza tecnica e copertura dei costi di audit, ossia il processo di ottenimento delle informazioni necessarie alla valutazione di conformità. I fondi, inoltre, sono riservati per il 60 % alle micro, piccole e medie imprese italiane, a testimonianza dell’attenzione posta sulle attività che maggiormente caratterizzano il tessuto produttivo italiano. L’avviso, al quale sarà possibile partecipare dal 21 di settembre, è stato definito dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Abruzzo come una «straordinaria occasione per fare della qualità della vita il motore del futuro collettivo», visto il focus sulle MPMI e sulle esigenze reali delle famiglie.
«Credere nella conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro non risponde soltanto a un principio di equità sociale, ma costituisce una leva formidabile di sviluppo economico e modernità» ha dichiarato la Presidente della Commissione Pari Opportunità, Rosa Pestilli.
«Le aziende che scelgono di adottare questi standard virtuosi dimostrano una visione lungimirante, capace di mettere al centro il capitale umano. È questo il modello d’imprenditoria che vogliamo valorizzare nella nostra terra: un tessuto produttivo forte ed etico, capace – conclude – di coniugare la competitività con la dignità della persona, in perfetta sintonia con i percorsi di cittadinanza attiva che portiamo avanti quotidianamente».
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