14 Settembre 2026 - 15:18:55

di Redazione

In occasione della Settimana Europea della Mobilità 2026, il Comune dell’Aquila, in collaborazione con il L’Aquila Film Festival, promuove e organizza la rassegna cinematografica “Ognuno col suo viaggio”.

L’iniziativa si terrà nella prestigiosa e storica cornice di Palazzo Fibbioni dal 16 al 21 settembre 2026, con tutte le proiezioni fissate alle ore 21:00 ad ingresso libero.

Quest’anno il filo conduttore che unisce la programmazione filmica agli ideali della mobilità sostenibile è la mobilità intergenerazionale. Attraverso tre capolavori della storia del cinema – che spaziano dal neorealismo alla fiaba on the road, fino al dramma umano e contemplativo – la rassegna esplora come il concetto di “viaggio” e di spostamento si trasformi profondamente a seconda dell’età della vita, dei ruoli sociali e delle sfide esistenziali.

Data la capienza limitata della sala, si consiglia vivamente al pubblico di prenotare il proprio posto collegandosi al sito ufficiale www.laquilafilmfestival.it.

Mercoledì 16, Ladri di biciclette di Vittorio De Sica (Italia, 1948). Monumento imprescindibile del Neorealismo italiano e della storia del cinema mondiale, il capolavoro di De Sica fotografa il dramma socio-economico del dopoguerra romano. Il protagonista Antonio Ricci trova finalmente un impiego come affissore di manifesti, ma per poter lavorare è costretto a impegnare la propria bicicletta. Quando il mezzo viene rubato il primo giorno di lavoro, Antonio, accompagnato dal figlioletto Bruno, intraprende una disperata odissea urbana alla ricerca del veicolo tra l’indifferenza e la durezza della società. La bicicletta non è qui un semplice mezzo di trasporto, ma l’asse portante della sopravvivenza lavorativa e della dignità umana dell’adulto-lavoratore.

L’incontro sarà arricchito dall’introduzione di Piercesare Stagni [cite: 1.2.2], storico del cinema, docente e Presidente dell’Abruzzo Film Commission, che offrirà una lettura critica focalizzata sulla valenza storica e sociale dell’opera neorealista.

Venerdì 18 settembre, Microbo e Gasolina (Microbe et Gasoil) di Michel Gondry (Francia, 2015).
Il film di Gondry, maestro di un immaginario visivo visionario e artigianale, segue le vicende di due quattordicenni marginali e sognatori: Daniel (detto Microbo), timido e inclini al disegno, e Théo (detto Gasolina), stravagante e inventivo. Per sfuggire alle costrizioni della scuola e alle tensioni domestiche estive, i due adolescenti progettano e costruiscono un veicolo semovente del tutto unico, camuffato da capanno da giardino e alimentato da un motore di un tosaerba. A bordo di questo mezzo bizzarro compiono un viaggio attraverso la Francia rurale, trasformando lo spostamento fisico in un rito di passaggio e di emancipazione giovanile.

La proiezione sarà introdotta da Federico Vittorini, direttore artistico del L’Aquila Film Festival, che analizzerà la poetica dell’infanzia e il valore formativo del viaggio ribelle nel cinema contemporaneo.

Lunedì 21 settembre, Una storia vera (The Straight Story) di David Lynch (USA/Francia/Gran Bretagna, 1999). Uscito dalla cifra stilistica onirica e perturbante che caratterizza solitamente il regista David Lynch, questo film rappresenta un’opera luminosa, profondamente umana e toccante, basata su fatti reali. L’anziano e ostinato Alvin Straight, impossibilitato a guidare l’automobile per problemi di vista e di salute, viene a sapere che il fratello Lyle, con cui non ha rapporti da dieci anni, è stato colpito da un grave infarto. Per andare a riconciliarsi con lui prima che sia troppo tardi, Alvin intraprende un viaggio lungo centinaia di miglia a bordo di un vecchio trattore tosaerba John Deere. Attraverso i panorami rurali dell’Iowa e del Wisconsin, il lento procedere del trattore diventa metafora di una mobilità alternativa e riflessiva, che celebra la dignità della vecchiaia, la saggezza del silenzio e la forza dei legami familiari.

La serata conclusiva vedrà l’intervento di Luca Cialfi, dottorando in Cinema e media e redattore culturale, che guiderà il pubblico nell’analisi di questo insolito e poetico road movie lynchiano.