14 Settembre 2026 - 15:30:11
di Martina Colabianchi
La prima campanella suonerà, il prossimo 16 settembre, anche per i tre bambini della “famiglia nel bosco“, che entreranno in aula dopo il percorso di homeschooling seguito finora.
I due gemelli frequenteranno la seconda elementare, mentre la sorella maggiore la quarta elementare.
I tre bambini dovrebbero essere accolti in una scuola pubblica a Vasto dove vivono dallo scorso 20 novembre. Per loro sarebbe previsto il tempo normale, senza tempo pieno, così da lasciare spazio agli incontri con i genitori nel pomeriggio.
L’inserimento scolastico dovrebbe comunque essere graduale, con il monitoraggio della Neuropsichiatria infantile di Vasto-Lanciano-Chieti.
In base all’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, nei primi giorni di scuola i bambini potrebbero trascorrere alcune ore con i genitori, per poi rientrare nella struttura di accoglienza nel pomeriggio. Gli incontri infrasettimanali dovrebbero avvenire alla presenza di un’educatrice, mentre il fine settimana potrebbe essere trascorso con mamma e papà, dal venerdì pomeriggio alla domenica sera.
Intanto, il 10 settembre la difesa ha depositato alla Corte d’Appello il reclamo contro il provvedimento del Tribunale per i minorenni. Nel documento di 66 pagine, l’avvocato Pillon contesta, tra l’altro, la mancata valutazione dei rischi per la salute legati alla permanenza fuori dalla famiglia e quella che definisce una limitazione del diritto dei genitori all’istruzione e all’educazione.
La difesa ha chiesto l’immediato rientro dei bambini a casa e l’ammissione dell’homeschooling, con un progetto educativo affidato a due insegnanti messi a disposizione dal Comune.
Ed è notizia di queste ore, inoltre, che la difesa dell’assistente sociale Veruska D’Angelo ha chiesto al Consiglio di disciplina dell’Ordine regionale professionale di anticipare l’udienza a carico della donna, attualmente fissata al prossimo 10 dicembre. A renderlo noto è l’avvocato di fiducia della professionista, Luca Bauccio.
Il procedimento disciplinare è stato avviato a seguito di un esposto presentato dai difensori della famiglia nel bosco e di una segnalazione della presidente regionale dell’Ordine degli assistenti sociali. Quest’ultima riguarda, in particolare, una risposta data dalla D’Angelo a una domanda di un giornalista.
«Abbiamo chiesto di anticipare l’udienza – spiega il legale all’Ansa – affinché si decida il prima possibile di porre fine a questa speculazione, a questa gogna pubblica che non ci meritiamo, basata sulla mera esistenza di un procedimento disciplinare”. In particolare sulla risposta fornita a un giornalista l’avvocato precisa “che la dottoressa non ha detto nulla riguardo ai minori e alla famiglia, ma si è espressa su una questione che riguardava se stessa».
«Non temiamo la decisione del Consiglio di disciplina – conclude – e riteniamo che la pendenza del procedimento sia un’opportunità per dimostrare la correttezza del nostro comportamento».
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