15 Settembre 2026 - 12:22:58
di Martina Colabianchi
Si è aperta con un commosso ricordo all’ex rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila Edoardo Alesse, scomparso improvvisamente nell’ottobre dello scorso anno, la conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2026 del programma di “Sharper – La Notte Europea dei ricercatori” e di “Univaq Street Science“, che animerà L’Aquila il prossimo 25 settembre.
Hanno partecipato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, il direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, Ezio Previtali, la responsabile di Sharper L’Aquila, Roberta Antolini, il rettore dell’Università degli studi dell’Aquila, Fabio Graziosi, il coordinatore di Street Science Univaq, prof. Alfonso Forgione, il prof. Patrizio Pelliccione, direttore di area Computer Science del Gran Sasso Science Institute e rappresentanti delle Istituzioni ed Enti di ricerca che partecipano al progetto.
L’Aquila tornerà così ad essere, insieme ad altre 12 città italiane, palcoscenico di un evento in cui ricerca, scienza, tecnologia e intrattenimento costituiscono l’occasione per dialogare, emozionarsi e divertirsi con i ricercatori e scoprire la passione che li anima.
«Torniamo a L’Aquila, come tutti gli anni, con questa idea di coinvolgere i giovani e la cittadinanza in quello che noi facciamo – ha spiegato Ezio Previtali, direttore dell’Infn -. Quest’anno l’iniziativa è ovviamente inquadrata anche nell’ambito di Capitale italiana della Cultura 2026. Stiamo cercando di portare anche cose nuove allargando i partner, abbiamo gruppi che lavorano con noi e che cercano di divulgare e di portare avanti questa attività. Inoltre, quest’anno facciamo una cosa un po’ nuova: avremo uno stand dedicato a comunicare alle aziende e alle persone interessate come la ricerca possa diventare un qualcosa di utilizzabile dalla società comune. Questa è una spinta che l’Infn sta portando avanti da tanti anni, come laboratorio siamo coinvolti in diversi progetti italiani e quest’anno abbiamo deciso di portare qui a L’Aquila un gruppo di persone che si occupano di questo».
Ovviamente, con tutto il dibattito attualmente in corso in Italia e non solo su un possibile ritorno al nucleare, un evento scientifico di questo calibro non può non tenerne conto, soprattutto nell’ottica di avvicinare le persone ai temi della scienza.
«Il laboratorio è coinvolto nel programma nucleare italiano – ha detto ancora Previtali -. Noi come nucleare abbiamo sempre fatto nucleare di ricerca, quindi non tanto nucleare per produrre energia, quanto sviluppo a supporto di tecnologie per produrre energia. Sicuramente, quello che vogliamo è spiegare gli aspetti legati alla radioattività: noi siamo il più importante laboratorio al mondo che fa misura della radioattività, quindi siamo capaci di spiegare come le scorie radioattive possano essere misurate, valutate e monitorate. A questo si aggiunge, ovviamente, tutta la tecnologia che c’è dietro perché la tecnologia nucleare non è solo quella per costruire un reattore, ma anche gli aspetti a contorno del reattore in se stesso e la produzione dell’energia. Sicuramente Sharper può essere un punto di contatto, sicuramente i ricercatori coinvolti hanno la preparazione per spiegare questa cosa alle persone, abbiamo quindi l’idea di provare a spiegare questi aspetti in maniera più dettagliata. Ovviamente, noi facciamo ricerca di base, quindi la ricerca applicata è qualcosa che sicuramente ci interessa e supportiamo, ma non è la nostra maggiore attività».
Organizzato grazie alla sinergia tra enti di ricerca, università e istituzioni cittadine, l’evento propone un ricco programma di attività gratuite rivolte a cittadini di ogni età, famiglie e studenti distribuite tra Corso Vittorio Emanuele, Piazza Duomo, il Parco del Castello e le storiche sedi dei centri di ricerca.
L’esperienza centrale di Sharper si sviluppa lungo le vie cittadine attraverso laboratori all’aperto e stand interattivi. In questi spazi, i ricercatori presentano esperimenti dal vivo di fisica, chimica, biologia e geologia, affiancandoli a dimostrazioni pratiche di tecnologia, robotica e scienze applicate.
Ampia rilevanza viene data all’astronomia e allo studio dell’universo, con incontri curati da astrofisici e laboratori nazionali che comprendono osservazioni guidate, approfondimenti sui corpi celesti ed esposizioni di campioni di meteoriti per esplorare le origini del Sistema Solare.
Un altro pilastro del programma è rappresentato dai percorsi dedicati alla sicurezza, alla prevenzione e all’investigazione scientifica. Attraverso la presenza della Protezione Civile e dei corpi di polizia, i visitatori possono scoprire le modalità di gestione dei rischi naturali e sperimentare simulatori dedicati alle indagini forensi, alla balistica, all’analisi delle impronte digitali e alla sicurezza stradale.
La divulgazione scientifica si intreccia costantemente con le arti visive e performative. Il palinsesto include infatti mostre multimediali allestite presso sedi museali e culturali cittadine, accompagnate da spettacoli che fondono danza, musica e installazioni visive per raccontare la scienza da una prospettiva emozionale.
A completare il quadro vi sono infine dibattiti, brevi conferenze e caffè scientifici dedicati alle grandi sfide della ricerca contemporanea, insieme a sfide di divulgazione rapida come FameLab, dove i giovani ricercatori si alternano sul palco per spiegare temi complessi nel giro di pochi minuti.
«Noi in questa giornata, portando fuori dal perimetro dell’ateneo le nostre attività, vogliamo incrociare le nuove generazioni, ribadire l’importanza della formazione e della cultura a tutti i livelli – ha spiegato anche il rettore dell’Università dell’Aquila Fabio Graziosi -. Street Science si sviluppa, in realtà, su un periodo più ampio: è di fatto già iniziato sabato scorso con l’escursione Track and Flag da Santo Stefano di Sessanio a Calascio e avrò un nuovo appuntamento domenica con lo Street Science Running che si concluderà con l’evento al castello».
«Quest’anno abbiamo voluto anche inserire attività per l’esplorazione del territorio, e questa è proprio una volontà dell’ateneo: essere sempre più radicato e integrato nel territorio in cui opera. Le attività nell’area del castello, invece, saranno sempre rinnovate nell’ottica di incrociare sempre meglio e di più l’interesse dei giovani e fargli comprendere che la scelta che faranno è una scelta che possono fare serenamente e senza preclusioni di sorta. Possono accedere all’università da dovunque partano e questo è, per noi, un importante obiettivo».
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