15 Settembre 2026 - 11:44:28

di Redazione

Che cosa succede quando la cultura assume la forma di un insieme di eventi che operano come un’infrastruttura per generare relazioni, impresa e futuro? E che cosa può accadere quando una città decide di non limitarsi a programmare cultura, ma di costruirla insieme alle proprie comunità?

Queste suggestioni trovano riscontro nel nuovo capitolo dell’Opera Demopratica L’Aquila, il percorso promosso dal Comune dell’Aquila e da Fondazione Pistoletto Cittadellarte, con il supporto del Ministero della Cultura, all’interno del programma di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.

Avviato lo scorso 6 settembre, il percorso proseguirà fino al 13 dicembre 2026: in questi mesi la città si trasforma da semplice sfondo a spazio attivo di un Public Program dedicato a un possibile Ecosistema delle Imprese Culturali e Creative. Sono 25 gli appuntamenti in programma tra incontri, conferenze, performance, installazioni, mostre, workshop, passeggiate, attività con le scuole e percorsi territoriali. Non si tratta di un programma “nato dall’alto” come un cartellone già definito: è il risultato di un processo di ascolto, confronto e co-progettazione (come previsto dal metodo demopratico) che ha coinvolto organizzazioni, associazioni, istituzioni, imprese, artiste e artisti, studentesse e studenti, cittadine e cittadini. Il suo obiettivo, oltre a mettere in relazione le realtà culturali già presenti sul territorio dopo un iniziale processo di mappatura, è costruire le condizioni affinché possano riconoscersi come parte di un ecosistema comune, capace di generare sviluppo economico, benessere, cultura, turismo, partecipazione e nuove forme di collaborazione. E, soprattutto, diminuire il gradiente dell’effimero, per costruire il “duraturo” proiettando lo sguardo anche oltre l’anno di Capitale della Cultura.

Tra i primi appuntamenti, venerdì 18 settembre, ore 16:00 (Palazzo ex ONMI, in via S. Basilio, 4), si terrà l’incontro “Creare? con cui prende il via il Public Program dell’Opera Demopratica. L’incontro porrà al centro una domanda fondamentale: le imprese culturali e creative possono essere un’infrastruttura per lo sviluppo dell’Aquila, al pari dei trasporti o del digitale, o devono essere considerate un settore accessorio? All’evento interverranno: Paolo Naldini, Direttore di Fondazione Pistoletto Cittadellarte; Alberto Bonisoli, Direttore Centro Studi Federculture (già Ministro della Cultura); Pierluigi Frezza, Presidente ANCE L’Aquila e Paola Lopes, Manager culturale.

L’Aquila arriva al public program forte di un processo che ha già prodotto una rete significativa: la mappatura coinvolge 107 organizzazioni e 58 realtà sono attive nel percorso, 97 persone prendono parte alle attività di mappatura e sono registrate 42 partecipazioni sulla piattaforma web dedicata, ossia demopraxyforum.org/laquila; il Forum coinvolge circa 120 partecipanti divisi in 5 tavoli di discussione e coinvolti in 4 azioni performative corali e 2 conferenze. Il Public Program rappresenta ora il passaggio dalla costruzione della rete alla sua attivazione pubblica, fino alla stesura di un Manifesto. Quest’ultimo verrà presentato il 12 dicembre, sintesi di un processo nel quale la città avrà avuto la possibilità di prendere parola, sperimentare, creare relazioni e mettere alla prova nuove forme di collaborazione.

Il Public Program è dunque l’eredità operativa del Forum, in quanto le idee emerse durante quei due giorni vengono ora trasformate in appuntamenti, esperienze e cantieri aperti, attraverso i quali continuare a verificare, sviluppare e mettere in pratica le possibilità dell’ecosistema. Tutto avviene in un modo “naturale”: Cittadellarte gestisce sì la regia (in coordinamento con il Comune e il Comitato Scientifico della Capitale italiana della Cultura), ma le proposte sono frutto di un lavoro collaborativo di tutte le realtà coinvolte nel Forum. Sono 25, come accennato, le iniziative complessive che proseguiranno fino a metà dicembre: 4 appuntamenti dedicati alla costruzione del Manifesto; 18 momenti di Public Program raccolti sotto il titolo Semi e 3 Percorsi che accompagneranno il progetto dall’autunno fino alla fine dell’Anno della Cultura. Uno degli eventi si avvale inoltre della partecipazione in presenza di Michelangelo Pistoletto, che terrà una Lectio Magistralis il 4 dicembre a Palazzo Spaventa.

Il Tavolo Manifesto rappresenta il terzo passo dell’Opera Demopratica: dopo la mappatura delle realtà culturali e creative del territorio e dopo il Forum, arriva il momento del cantiere vero e proprio, quello in cui le idee raccolte iniziano a trasformarsi in un documento che è “voce” di tutti. Fondazione Pistoletto Cittadellarte propone quattro appuntamenti pensati per raccogliere contributi concreti alla stesura del Manifesto dell’Ecosistema delle Imprese Culturali e Creative dell’Aquila. Ogni incontro, che si tiene a Palazzo ex OMNI dalle 16:00 alle 19:00, è sempre pubblico e aperto al pubblico; gli appuntamenti alternano una fase di confronto con ospiti ed esperti nazionali e internazionali a un lavoro in piccoli gruppi e a una plenaria finale, nella quale vengono condivisi gli esiti della discussione.

Al primo appuntamento della Tavolo Manifesto seguiranno: Connettere?, venerdì 2 ottobre, affronterà il passaggio da un insieme di imprese a un vero ecosistema. Il confronto si concentrerà su quattro leve: competenze, spazi, reti e condizioni, per capire quali strumenti concreti possano favorire la connessione tra le ICC e il resto del territorio. Il terzo appuntamento, Partecipare?, venerdì 6 novembre, allargherà ulteriormente la prospettiva: chi ha voce nella costruzione dell’infrastruttura culturale aquilana? Non soltanto imprese, spazi e finanziamenti, ma anche le persone che la cultura la fruiscono, la co-progettano oppure ne rimangono escluse. L’incontro indagherà quindi il ruolo delle ICC come attivatori di partecipazione civica, nei quartieri, nelle scuole e nei luoghi della ricostruzione. Infine, sabato 12 dicembre, sarà il momento di Manifesto!: la presentazione pubblica del Manifesto dell’Ecosistema delle Imprese Culturali e Creative dell’Aquila, che si porrà come un momento di verifica con le imprese e le persone che hanno contribuito a generarlo. Il documento sarà quindi restituito alla comunità come strumento per far crescere le ICC come infrastruttura di sviluppo economico, benessere, cultura e turismo per la città.

Per comprendere come si è giunti al programma che attraverserà L’Aquila nei prossimi mesi, occorre un dietrofront al 29 e 30 maggio, quando Palazzo Spaventa ha ospitato il Forum dell’Opera Demopratica L’Aquila. L’evento ha rappresentato una fase di co-progettazione, un momento nel quale realtà aquilane sono state chiamate prima a presentarsi, riconoscersi, e poi a mettere in comune bisogni, competenze, desideri e possibilità, e anche a confrontarsi sul ruolo che la cultura può assumere nei processi di sviluppo della città. Il Forum ha trasformato Palazzo Spaventa in una sorta di “micro-governo” partecipato: cinque tavoli tematici, allineati agli Obiettivi dell’Agenda 2030, hanno coinvolto artisti, istituzioni, imprese, associazioni e cittadini nella mappatura dei bisogni del territorio e delle proposte per “rispondervi”. Ma il lavoro non si è esaurito nella dimensione seminariale, né in quella “consultiva”. Alla riflessione intorno ai tavoli si sono affiancati i rituali civici e le azioni performative, curati anch’essi da Fondazione Pistoletto Cittadellarte. Il Forum è stato infatti preceduto dalla mostra Ecosistema Culturale, inaugurata il 22 aprile a Palazzo ex ONMI, ancora visitabile fino alla fine dell’anno. Al centro dell’installazione, le opere di Michelangelo Pistoletto dialogano con alcuni protagonisti del territorio, mentre una rappresentazione del Terzo Paradiso composta da sedie rendeva concreta l’idea di prendere posto, partecipare e sedersi attorno a un tavolo comune. Durante le giornate del Forum, questa dimensione è uscita dagli spazi di Palazzo Spaventa per attraversare la città grazie a diverse azioni performative. Si è anche aggiunto il Corteo Demopratico, che ha coinvolto i partecipanti al Forum e gli studenti dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” e del Liceo “Andrea Bafile” in un’azione collettiva civica con la Sfera di giornali di Pistoletto, attraversando il corso centrale della città fino a raggiungere il Terzo Paradiso realizzato nel 2014 davanti all’Auditorium del Parco.

«L’opera più ambiziosa – ha esordito Paolo Naldini, direttore di Cittadellarte – è sempre stata il nostro stare al mondo, come ci organizziamo, come ci rapportiamo gli uni gli altri, con ogni altro possibile, dalla natura alle persone, alle altre culture. Personalmente sento che non sia solamente urgente ma che non ci sia nulla di più entusiasmante di partecipare a questa Fabbrica del Mondo, dove mondo non è il pianeta, ma il risultato del nostro interagire tra di noi e con esso. Gli artisti ci accompagnano e a volte anticipano in questa prospettiva, insieme a ogni persona che nel suo gruppo senta di essere parte, di avere voce in capitolo, nel capitolo di un libro che è tutto ancora da scrivere. Procedere in questo senso, insieme a decine di operatori e artefici, è un privilegio che tutti possono ricevere, non dipende dal censo, non dalle amicizie, non dalle rendite. La chiamiamo demopraxia. E poggia sul binomio arte=responsabilità su cui Pistoletto ha fondato la Cittadellarte negli anni ’90 e su cui quest’anno abbiamo fondato lo Statodellarte. Partecipare in qualsiasi forma all’Opera Demopratica dell’Aquila è prendere parte a questo Stato, alla libertà e alla responsabilità che lo fonda».

«La risposta che L’Aquila sta dando a Opera Demopratica – ha dichiarato anche Giacomo Bassmaji, coordinatore Opera Demopratica L’Aquila – ci riempie di grande positività. Il tessuto culturale della città è vivace, ricco di energie e di talenti, ma spesso soffre di frammentazione e fatica a trovare luoghi in cui potersi riunire e mettere in pratica le proprie arti. Per questo è fondamentale il lavoro di collaborazione con gli altri attori sociali della città: incentivare il dialogo tra arte, cultura e industria, welfare, sanità, scuola, terzo settore ed edilizia, per attivare una vera contaminazione volta alla creazione dell’ecosistema. La scommessa di mettere insieme le organizzazioni e costruire insieme a loro il public program non era affatto scontata: aver costruito più di 25 incontri ci fa dire che la scommessa è stata vinta! Una risposta tangibile a questa esigenza di luoghi condivisi sarebbe la creazione della Casa delle Culture».