Legge elettorale, Rifondazione Comunista scrive al Presidente della Repubblica
17 Settembre 2026 - 18:03:26
Dopo il presidio di lunedì scorso davanti al Senato prosegue la
mobilitazione di Rifondazione Comunista contro il Melonellum e in
particolare contro la norma liberticida sulla raccolta firme che
impedirebbe a partiti e movimenti oggi fuori dal parlamento di
partecipare alle elezioni politiche.
Questa mattina abbiamo inviato una lettera al Presidente della
Repubblica Sergio Mattarella quale custode supremo delle garanzie
costituzionali e democratiche del Paese. Abbiamo ritenuto doveroso
segnalare al Presidente i profili di palese e immediata
incostituzionalità contenuti nel disegno di legge elettorale approvato
con modificazioni dal Senato il 15 settembre. La nostra istanza si
concentra in modo specifico sulla norma che dispone l’innalzamento dei
minimi di sottoscrizioni per la presentazione delle liste elettorali da
1.500 – 2000 a 6.000 – 7.000 firme per singolo collegio plurinominale
per tutti i soggetti politici privi di rappresentanza parlamentare.
Abbiamo evidenziato come tale disposizione rechi una gravissima e
asimmetrica violazione degli articoli 3 e 51 della Costituzione, impone
un carico burocratico sproporzionato (calcolabile in circa 450.000 firme
complessive tra Camera e Senato) unicamente ai partiti non presenti in
parlamento, istituendo una discriminazione ingiustificata. Si configura
un’anomalia sul piano internazionale e storico perchè si configura una
barriera mai registrata nella storia della Repubblica Italiana o nei
sistemi elettorali delle principali democrazie occidentali europee
(Francia, Germania, Spagna). Siamo certi che il Capo dello Stato
valuterà con attenzione le questioni di rilevanza costituzionale che
abbiamo posto.
Di fronte a una maggioranza così arrogante che ha confezionato una legge
che configura complessivamente un golpe elettorale invitiamo tutte le
soggettività politiche, sociali e culturali democratiche e antifasciste
alla mobilitazione per sensibilizzare l’opinione pubblica. Assume
particolare rilevanza la presentazione dei ricorsi a cui stanno
lavorando autorevoli giuristi che comprenderanno tra i vari punti anche
quello dell’abnorme numero di firme che viene chiesto alle sole liste di
formazioni esterne al Parlamento.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale, Gianluca Schiavon, responsabile
istituzioni e Raffaele Tecce, responsabile ufficio elettorale del
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
mobilitazione di Rifondazione Comunista contro il Melonellum e in
particolare contro la norma liberticida sulla raccolta firme che
impedirebbe a partiti e movimenti oggi fuori dal parlamento di
partecipare alle elezioni politiche.
Questa mattina abbiamo inviato una lettera al Presidente della
Repubblica Sergio Mattarella quale custode supremo delle garanzie
costituzionali e democratiche del Paese. Abbiamo ritenuto doveroso
segnalare al Presidente i profili di palese e immediata
incostituzionalità contenuti nel disegno di legge elettorale approvato
con modificazioni dal Senato il 15 settembre. La nostra istanza si
concentra in modo specifico sulla norma che dispone l’innalzamento dei
minimi di sottoscrizioni per la presentazione delle liste elettorali da
1.500 – 2000 a 6.000 – 7.000 firme per singolo collegio plurinominale
per tutti i soggetti politici privi di rappresentanza parlamentare.
Abbiamo evidenziato come tale disposizione rechi una gravissima e
asimmetrica violazione degli articoli 3 e 51 della Costituzione, impone
un carico burocratico sproporzionato (calcolabile in circa 450.000 firme
complessive tra Camera e Senato) unicamente ai partiti non presenti in
parlamento, istituendo una discriminazione ingiustificata. Si configura
un’anomalia sul piano internazionale e storico perchè si configura una
barriera mai registrata nella storia della Repubblica Italiana o nei
sistemi elettorali delle principali democrazie occidentali europee
(Francia, Germania, Spagna). Siamo certi che il Capo dello Stato
valuterà con attenzione le questioni di rilevanza costituzionale che
abbiamo posto.
Di fronte a una maggioranza così arrogante che ha confezionato una legge
che configura complessivamente un golpe elettorale invitiamo tutte le
soggettività politiche, sociali e culturali democratiche e antifasciste
alla mobilitazione per sensibilizzare l’opinione pubblica. Assume
particolare rilevanza la presentazione dei ricorsi a cui stanno
lavorando autorevoli giuristi che comprenderanno tra i vari punti anche
quello dell’abnorme numero di firme che viene chiesto alle sole liste di
formazioni esterne al Parlamento.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale, Gianluca Schiavon, responsabile
istituzioni e Raffaele Tecce, responsabile ufficio elettorale del
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
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