18 Settembre 2026 - 15:14:04
di Andrea Di Paolo
L’Aquila ha ospitato un importante convegno interregionale dedicato all’urologia declinata al femminile.
Un momento di confronto tra i massimi esperti del centro Italia che ha spaziato dai temi legati alla fondamentale innovazione tecnologica puntando però sul dialogo e sull’approccio multidisciplinare.
L’associazione urologi italiani conta molto su momenti come questo, organizzando spesso convegni di livello nazionale per garantire confronto e crescita ai nuovi professionisti.
«Dal confronto – ci spiega Alfonso Boris Di Pasquale, responsabile della UOC di Urologia della Asl 1 – nasce poi la crescita. Oggi abbiamo professionisti che vengono all’istituto Tumori e insieme vengono a parlarci e a dirci quello che praticamente loro fanno, quella che è la loro esperienza, per permettere a tutti quanti di avere poi una migliore crescita e soprattutto di dare la migliore offerta al pubblico».
Momenti dedicati anche alla sensibilizzazione del pubblico di riferimento, che spesso si affida a credenze erronee nell’analisi e nel trattamento di varie patologie specifiche.
«Le donne a volte – va avanti Di Pasquale – soffrono di sintomi simil cistite ma hanno magari un tumore alla vescica che a volte trattano con gli antibiotici per anni e quando arrivano da noi sono spesso inoperabili. Gli uomini, invece, sono molto più facilmente spinti a venire all’urologo. Come loro anche le donne hanno i tumori, i calcoli e hanno in più rispetto agli uomini dei prolassi o delle incontinenze anche legati a gravidanza pregresse. Quindi – spiega – è importante focalizzare il discorso urologico anche sulla donna, che spesso è dimenticata».
Poi l’approfondimento sulle nuove tecniche operatorie, tra chirurgia robotica e mininvasiva, che fanno la differenza anche nella fase di degenza, consentendo un recupero decisamente più rapido rispetto a quanto accadeva in passato.
«Noi a L’Aquila – ci racconta il direttore – abbiamo, grazie alla direzione strategica della ASL, due robot messi a disposizione in cui uno dedicato completamente a Urologia. Quest’anno arriveremo a 400 interventi con una sola macchina che sono davvero tanti. Grazie a questa macchina, che ci permette di essere molto più precisi, una degenza che prima era di circa 21 giorni – chiude – si riduce a 7-10 giorni».
LAQTV Live