19 Settembre 2026 - 09:06:53

di Andrea Di Paolo

Quattro mesi di programmazione culturale ed associativa, nei quali la città dell’Aquila farà da cornice allo sviluppo di un percorso in cui istituzioni e comunità cooperano per generare relazioni e impresa.

È il programma del nuovo capitolo dell’Opera Demopratica L’Aquila, un percorso promosso dal Comune dell’Aquila e da “Fondazione Pistoletto Cittadellarte”, con il supporto del Ministero della Cultura, all’interno del programma di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.

Dal 6 settembre al 13 dicembre, infatti, la città si propone come laboratorio per incontri, programmi e workshop dedicato alla creazione di un vero e proprio Ecosistema delle Imprese Culturali e Creative.

«Questi incontri di cui oggi è il primo di quattro – spiega il direttore della fondazione “Pistoletto Cittadellarte” Paolo Naldini – sono proprio dedicati a un confronto tra le proposte, le visioni che dall’esterno alcuni esperti ci porteranno e le idee le proposte che sono già incamminate. Tutto parte da questo piccolo gruppo ma consistente di organizzazioni che si sono riunite nell’opera della demopraxia che è esattamente questo sistema di governo armonico tra le istituzioni la società civile»

Centrale nell’incontro proposto il tema della creazione di un sistema di imprese culturali .volto alla valorizzazione, anche in chiave economica, della città dell’Aquila. Un argomento che, stando al livello culturale odierno, diventa sempre più dirimente.

«Noi al centro studi di Federculture – spiega il presidente ed ex ministro della cultura Alberto Bonisoli – studiamo cosa accade nel sistema culturale in Italia e una delle variabili principali è assicurarci che tutte le iniziative, dai teatri alla proposta museale alla rielaborazione di prodotti di artigianato o di digitale, abbia un senso economico. Può avere un senso economico per mercato privato ed è un discorso ma può averlo anche per il pubblico, penso all’arte pubblica o anche aiutare gli spettacoli che ci sono in giro per l’Italia. Però deve avere un senso economico per reggere nel lungo termine e non essere effimero».

Sono un totale di 25 gli appuntamenti in programma, con focus su mostre, performance e anche attività pedagogiche, frutto di un processo di ascolto che nasce dal basso, tra associazioni, imprese, artisti e cittadini.

Centrale, quindi, non solo creare relazioni tra le realtà culturali preesistenti, ma costruire le basi di una rete comune che aiuti, in ultima istanza, anche a generare il fondamentale sviluppo economico oltre a benessere, turismo e partecipazione.