19 Settembre 2026 - 10:59:00

di Redazione

Cinquanta aziende, produttori ed espositori, istituzioni e sindaci della Marsica hanno accompagnato l’apertura della terza edizione di Marsicaland, inaugurata nel cuore di Avezzano con il taglio del nastro che ha dato il via a tre giorni dedicati alla terra, alle produzioni, alla memoria e alle prospettive del territorio.

Il programma ufficiale, dal 18 al 20 settembre, mette insieme mercato, incontri, cultura, esperienze e spettacolo attorno ai due cuori della manifestazione: il Mercato diretto della terra e il Corteo Storico dei Marsi.

Ad aprire simbolicamente la giornata è stata la Banda Musicale di Avezzano, che nel pomeriggio ha accompagnato piazza Risorgimento verso l’inaugurazione ufficiale e l’apertura degli stand del Mercato diretto della terra. Una piazza trasformata in vetrina delle produzioni marsicane, con aziende ed espositori chiamati a raccontare non soltanto i prodotti, ma il lavoro, le competenze e le storie che stanno dietro all’agroalimentare del territorio.

La cerimonia inaugurale, condotta dalla giornalista Gioia Chiostri, ha riunito numerosi sindaci, amministratori, rappresentanti regionali e istituzionali, forze dell’ordine, soggetti attuatori e partner del progetto. Un quadro che ha restituito anche visivamente uno degli obiettivi perseguiti da Marsicaland fin dalla sua nascita: costruire attorno alla Marsica una dimensione comune, capace di tenere insieme territori, comunità e competenze diverse.

Ad aprire gli interventi è stato il sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio, che ha rivolto il primo saluto proprio ai sindaci presenti, richiamando il valore dell’unità territoriale e del senso di appartenenza. Nel suo intervento ha ringraziato la Regione, ARAP, le istituzioni e quanti hanno accompagnato la crescita della manifestazione, sottolineando in particolare il lavoro portato avanti dal direttore scientifico Ernesto Di Renzo e dal direttore artistico Giuliano Montaldi.

Il sindaco ha ricondotto Marsicaland a una prospettiva che supera la dimensione del singolo evento: fare in modo che il peso produttivo della Marsica si traduca anche in identità, capacità di rappresentazione e consapevolezza territoriale. Un percorso che, edizione dopo edizione, ha visto crescere il coinvolgimento dei Comuni e dei diversi soggetti istituzionali.

Sul carattere ormai strutturato del progetto è intervenuto il vicepresidente della Giunta regionale e assessore all’Agricoltura Emanuele Imprudente. «Abbiamo costruito un percorso identitario che parte dalla terra, dalla storia del Fùcino, dai prodotti del Fùcino e della Marsica intera», ha spiegato, ricordando come il progetto sia nato inizialmente dal confronto tra poche persone e abbia progressivamente allargato la propria base.

Per Imprudente, Marsicaland deve servire soprattutto a superare quella che ha definito una storica timidezza nel raccontare il territorio: non fermarsi alla qualità di una produzione, ma rendere visibile la storia, il lavoro e il sistema di relazioni che esistono dietro ogni prodotto. La Regione, ha confermato, continuerà a sostenere il progetto, che oggi coinvolge una rete più ampia di istituzioni e soggetti territoriali. La centralità attribuita a Marsicaland come progetto di promozione della Marsica era stata ribadita dallo stesso Imprudente già alla presentazione ufficiale della terza edizione.

A dare la chiave culturale della manifestazione è stato quindi il direttore scientifico Ernesto Di Renzo, che ha definito Marsicaland innanzitutto «un’utopia», precisando però il significato concreto della parola: non qualcosa destinato a restare irrealizzato, ma una visione che si prova a rendere presente.

«Marsicaland è una vetrina dell’agroalimentare, ma questo agroalimentare cerchiamo di trasformarlo da risorsa economica a patrimonio culturale», ha spiegato Di Renzo. Al centro di questa trasformazione c’è la terra del Fùcino, descritta non soltanto come risorsa produttiva ma come deposito di storia, lavoro, sofferenze e aspirazioni. È da questa stratificazione che nasce, nella lettura del direttore scientifico, la possibilità di costruire appartenenza e identità.

Di Renzo ha legato direttamente questa dimensione al Corteo Storico dei Marsi, che domenica costituirà uno dei momenti centrali della manifestazione. Fortemente voluto dal maestro orafo Giuliano Montaldi, direttore artistico di Marsicaland, il Corteo porterà nelle strade della città un racconto costruito attraverso immagini, personaggi e simboli della storia marsicana, nel quale la terra diventa anche metafora delle lotte, delle trasformazioni e delle vicende umane che hanno costruito la Marsica contemporanea.

Un punto di vista esterno, ma fortemente convergente con questa impostazione, è arrivato da Peppone Calabrese, volto Rai di Linea Verde, già annunciato tra gli ospiti dell’edizione 2026. Dopo aver incontrato artigiani e produttori, Peppone ha indicato proprio nelle persone che lavorano il vero valore di manifestazioni come Marsicaland. Ha richiamato l’importanza di costruire occasioni culturali e sociali nei centri di provincia e nei territori interni, sottolineando il peso delle relazioni e dello stare insieme: un patrimonio che, nella sua lettura, può rappresentare una risposta concreta alla necessità di partire e all’impoverimento dei piccoli centri.

Rivolgendosi anche al professor Di Renzo, Peppone ha riconosciuto nella scelta di coinvolgere competenze e persone radicate nel territorio il segnale di «una comunità consapevole», invitando a superare rivalità e frammentazioni e a riconoscere maggiormente il valore delle esperienze positive costruite localmente.

La prima giornata di Marsicaland non si è esaurita nell’inaugurazione. Molto partecipato anche il confronto dedicato al futuro delle aree interne e all’ipotesi della Quinta Provincia, che ha portato al centro del dibattito sviluppo economico, servizi, capacità amministrativa e prospettive dei territori interni. Un appuntamento che ha affiancato alla dimensione produttiva e culturale della manifestazione una riflessione sul futuro della Marsica e sulle possibilità di costruire strategie condivise.

Inaugurata anche l’esposizione multimediale “L’agroalimentare in vetrina: quando l’eccellenza si comunica patrimonio”, realizzata in collaborazione con Fra[m]menti. Un ulteriore spazio di racconto dedicato alle produzioni del territorio, pensato per mettere in relazione agroalimentare, immagini, memoria e identità e per accompagnare il pubblico dentro il significato più ampio del progetto Marsicaland.

Nel corso della giornata hanno trovato spazio anche lo show cooking e il pre-dinner, momenti anch’essi partecipati che hanno riportato l’attenzione direttamente sulle produzioni, sulla trasformazione delle materie prime e sul rapporto tra agricoltura, cucina e racconto del territorio. Un ulteriore tassello di quella relazione tra prodotto e cultura che costituisce uno dei fili conduttori dell’edizione.

Prima del taglio del nastro, don Adriano Principe ha portato il saluto del vescovo e impartito la benedizione alla manifestazione, richiamando il valore della Marsica, della sua terra e del lavoro degli organizzatori.

Il momento inaugurale si è chiuso simbolicamente nel segno del passaggio tra generazioni, con la presenza accanto alle autorità di rappresentanti del mondo agricolo giovane e dell’esperienza maturata nel settore. Un’immagine che riassume uno dei fili conduttori dell’edizione 2026: partire dalla terra e dalla memoria per costruire una prospettiva capace di guardare avanti.

Con il taglio del nastro e una prima giornata segnata da una fortissima partecipazione, Marsicaland 2026 è entrato nel vivo. Tre giorni nei quali produzioni, agricoltura, cultura e comunità diventano parti di uno stesso racconto: quello di una Marsica che vuole riconoscersi come territorio unitario e a trasformare questa consapevolezza in una risorsa per il proprio futuro.