21 Settembre 2026 - 11:07:34

di Redazione

«Dopo una lunga pausa estiva, il Consiglio comunale dell’Aquila, regolarmente convocato, oggi non ha potuto svolgere i propri lavori per la grave assenza di consiglieri di maggioranza, con il venir meno del numero legale».

Lo denunciano i consiglieri di minoranza del Comune dell’Aquila.

«Un fatto politicamente grave – sottolineano – che arriva mentre il centrodestra aquilano è sempre più attraversato da bracci di ferro interni, cambi di casacca e cinici calcoli legati ai futuri equilibri politici e alle prossime elezioni politiche. Ed è proprio questa litigiosità interna che oggi ha finito per paralizzare il Consiglio comunale. La conseguenza è che non si è potuto discutere di questioni importanti che i cittadini attendono da tempo».

Tra le questioni al vaglio del Consiglio di questa mattina, le risposte sugli indici di vulnerabilità sismica degli edifici scolastici, il futuro del Progetto Case e il destino del Centro Turistico del Gran Sasso.

«Temi concreti, sui quali l’amministrazione avrebbe dovuto dare risposte alla città e che invece sono rimasti fuori dall’aula – precisano i consiglieri – Mentre il Consiglio avrebbe dovuto occuparsi di questi problemi, il centrodestra continua a essere impegnato in una guerra interna fatta di spostamenti da un gruppo all’altro, posizionamenti e trattative. Molti di coloro che oggi siedono in Consiglio sembrano già concentrati sulla possibilità di riciclarsi, cercando di capire quale collocazione possa garantire loro maggiori possibilità di candidatura e di rielezione. Una dinamica che rischia di essere ulteriormente alimentata dalla sovrapposizione con le prossime elezioni politiche: il sindaco Pierluigi Biondi stia dedicando sempre più energie alla costruzione dei propri equilibri politici e alla ricerca di consiglieri in grado di sostenerne il percorso verso il Parlamento, mentre i problemi della città restano sullo sfondo».

«L’Aquila non può essere il terreno sul quale si consumano questi bracci di ferro. Il Consiglio comunale non è un luogo nel quale regolare i conti interni o costruire candidature: è l’istituzione chiamata a discutere e decidere sui problemi della città. Oggi, ancora una volta, a pagare il prezzo di questa litigiosità è stata L’Aquila. La maggioranza si assuma la responsabilità politica di quanto accaduto e torni a garantire ciò che dovrebbe essere normale: un Consiglio comunale presente, operativo e capace di dare risposte ai cittadini», concludono.