22 Settembre 2026 - 18:35:08
di Tommaso Cotellessa
A L’Aquila il clima politico si fa sempre più teso. Sullo sfondo ci sono già le elezioni comunali della primavera 2027 e gli ultimi movimenti all’interno del centrodestra hanno acceso uno scontro destinato ad accompagnare gli ultimi mesi della consiliatura.
A far salire la temperatura è stata la fuoriuscita dalla Lega dell’assessora comunale Laura Cucchiarella e del segretario provinciale del partito, nonché capogruppo del Carroccio in Consiglio comunale, Daniele Ferella. Una decisione che i diretti interessati hanno presentato come frutto di divergenze maturate all’interno del partito, ma sulla quale l’opposizione propone una lettura politica più ampia.
Nonostante le rassicurazioni del sindaco Pierluigi Biondi, che ha respinto le ricostruzioni che lo vorrebbero dietro l’addio dei due esponenti storici della Lega aquilana, il segretario cittadino del Partito Democratico, Nello Avellani, punta direttamente il dito contro il primo cittadino, accusandolo di aver «sfaldato la Lega».
Secondo Avellani, infatti, l’uscita di Ferella e Cucchiarella non rappresenterebbe un episodio isolato, ma sarebbe parte di una più ampia partita politica in vista dell’appuntamento elettorale del 2027.
Dopo aver «disarticolato il “gruppo” Santangelo per costituire, in seno al Consiglio comunale, il gruppo “L’Aquila Protagonista”, così da riequilibrare i rapporti di forza interni a Fratelli d’Italia, col gruppo consiliare meloniano nell’orbita del nemico Guido Liris», sostiene il segretario dem, Biondi avrebbe ora «sfaldato anche la Lega, “favorendo” la rottura col Carroccio dell’assessora Laura Cucchiarella e persino del segretario provinciale Daniele Ferella che, per il momento, confluirà nel gruppo misto».
Nella ricostruzione di Avellani, l’obiettivo del sindaco sarebbe quello di costruire una lista personale con cui misurare il proprio consenso alle prossime comunali, per poi guardare a un possibile futuro politico nazionale.
A pagare il prezzo dello scontro interno alla maggioranza, sostiene ancora il segretario del Pd, sarebbe però soprattutto l’attività amministrativa, che definisce «paralizzata per le faide interne alla maggioranza di centrodestra, alle prese con l’ennesima guerra di potere».
Avellani allarga quindi l’attacco agli equilibri complessivi della coalizione, parlando di una Lega indebolita, di Forza Italia «sulla difensiva» e di possibili ulteriori riposizionamenti. Un quadro che il segretario dem definisce una «guerra tra bande» consumata, a suo giudizio, a scapito della città.
A sostegno della propria tesi, Avellani elenca una serie di questioni amministrative ancora aperte: dal Ponte Belvedere al parco urbano di Piazza d’Armi, dai masterplan di San Basilio e viale della Croce Rossa alla ricostruzione delle scuole, passando per Porta Barete, l’area dell’ex Banca d’Italia, Valle Pretara e i sottoservizi. Criticità che, secondo il Pd, dimostrerebbero come le tensioni politiche interne alla maggioranza stiano sottraendo attenzione ai problemi della città e delle frazioni.
Una lettura che viene però respinta nettamente dal capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Leonardo Scimia.
«Leggendo l’ennesimo comunicato dell’opposizione emerge ormai un dato curioso: quasi ogni cosa che denunciano trova puntualmente riscontro in una realtà esattamente opposta. Continuino pure così: senza volerlo, sono diventati la migliore propaganda dell’Amministrazione comunale», afferma Scimia.
Il capogruppo di FdI contesta in particolare la rappresentazione di una città «ferma», ricordando come L’Aquila si prepari alla Notte Europea dei Ricercatori e alla 78ª edizione del Prix Italia, che per la prima volta si svolgerà nel centro storico del capoluogo.
«Bisogna riconoscergli almeno una qualità: la scelta dei tempi. Non era semplice sostenere che gli eventi stessero finendo proprio mentre ne stanno per cominciare altri di questa portata», ironizza Scimia, secondo cui «mentre qualcuno è impegnato a raccontare una città ferma, la città continua a muoversi senza aspettare i loro comunicati».
Sul fronte delle opere pubbliche, il capogruppo cita il parcheggio della Caserma Rossi, già aperto, e il Ponte Belvedere, che definisce «ormai prossimo alla riapertura», respingendo quindi l’accusa di immobilismo avanzata dal Pd.
Scimia rivendica inoltre il lavoro svolto su ricostruzione, scuole, spazi pubblici, mobilità, patrimonio storico, impianti sportivi, frazioni e riqualificazione urbana, pur riconoscendo che «naturalmente non è stato completato tutto» e che restano «opere da concludere, cantieri da aprire, procedure da accelerare e problemi da risolvere».
Particolare attenzione viene dedicata all’edilizia scolastica. Il capogruppo di Fratelli d’Italia ricorda la recente riconsegna della primaria di Coppito, della scuola dell’infanzia Piletto, di quella di Paganica e del nuovo polo di Torretta-Gignano-Sant’Elia: quattro interventi per oltre 13 milioni di euro destinati complessivamente a 645 alunni. A questi si aggiunge, sottolinea, la scuola di Pile, restituita alla comunità scolastica dopo i lavori di adeguamento sismico.
«Non sono annunci, sono scuole nelle quali oggi entrano bambini, insegnanti e famiglie», afferma Scimia.
Lo scontro, dunque, è ormai apertamente politico e guarda inevitabilmente alla primavera del 2027. Da una parte il Pd legge i movimenti nella maggioranza come il segnale di una coalizione attraversata da tensioni e riposizionamenti; dall’altra Fratelli d’Italia respinge l’accusa di paralisi e rivendica opere, cantieri e risultati dell’amministrazione.
E mentre il centrodestra ridisegna i propri equilibri interni, maggioranza e opposizione sembrano essere già entrate, di fatto, nel lungo confronto che accompagnerà L’Aquila verso le prossime elezioni comunali
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