24 Settembre 2026 - 09:51:27
di Vanni Biordi
Cercare su internet la spiegazione di un sintomo può sembrare il modo più rapido per capire che cosa sta succedendo. In realtà, può aumentare la preoccupazione e portare a conclusioni sbagliate. Il tema è stato affrontato negli studi di Obiettivo Salute, trasmissione di LaQtv, con il medico di medicina generale Vito Albano.
Il problema, ha spiegato Albano, nasce soprattutto dal modo in cui vengono presentate le informazioni. Un motore di ricerca o un sistema di intelligenza artificiale può associare lo stesso disturbo a molte patologie diverse, senza conoscere la storia clinica della persona, le sue condizioni e gli altri eventuali sintomi. Un mal di testa, per esempio, può essere legato alla tensione muscolare e allo stress senza avere necessariamente un’origine grave. Anche la stanchezza persistente merita però attenzione. Può dipendere da stress o da una cattiva qualità del sonno, ma anche da condizioni come l’anemia o problemi respiratori che riducono l’ossigenazione.
Un altro aspetto riguarda l’utilizzo di smartphone e tablet nelle ore serali. La luce degli schermi può interferire con i meccanismi che regolano il sonno e contribuire a difficoltà nell’addormentamento e a una maggiore stanchezza durante il giorno.
Particolare prudenza va riservata al dolore al petto. Le cause possono essere molto diverse, dal reflusso gastroesofageo a problemi che richiedono una valutazione urgente. Per questo il sintomo non va interpretato autonomamente attraverso una ricerca online.
Nel corso della trasmissione si è parlato anche dei malori improvvisi che possono colpire persone giovani. Albano ha richiamato l’attenzione sulle possibili cause cardiovascolari e vascolari, ricordando che alcune condizioni possono svilupparsi senza segnali facilmente riconoscibili. La causa di un decesso improvviso può essere accertata con certezza soltanto attraverso gli esami necessari, compreso l’esame autoptico quando previsto.
Un capitolo riguarda infine le palpitazioni. Sentire il cuore battere in modo irregolare non significa necessariamente avere un disturbo del ritmo. Per capire che cosa accade realmente può essere necessario un elettrocardiogramma e, quando indicato, un monitoraggio Holter.
Il consiglio emerso dal confronto è quindi semplice: internet può aiutare a informarsi, ma non può sostituire la valutazione di un medico. Un sintomo va letto all’interno della storia della persona e, quando necessario, approfondito con gli esami appropriati.
Dottor Albano, partiamo subito da un tema caldissimo: Google e ChatGPT, queste diavolerie moderne, aiutano a curarci o ci fanno ammalare?
«Google o ChatGPT non sono di per sé strumenti sbagliati o cattivi. Il punto è che non ci si può rivolgere a questi presidi per capire il significato di un sintomo. Un disturbo va sempre inquadrato nel contesto della persona: i sintomi correlati, lo stile di vita, l’età e la presenza di altre patologie. Un semplice mal di testa, tanto per fare un esempio, può essere una sciocchezza o la spia di qualcosa di gravissimo. Leggere un elenco freddo di possibilità online significa solo spaventarsi inutilmente. Il mio consiglio è di prendere con leggerezza ciò che si legge in rete e lasciare che sia il medico a fare una cernita per indirizzare verso la strada giusta».
A proposito di esempi pratici: il mal di testa è una costante delle nostre giornate piene di impegni, traffico e stress. Quando smette di essere un semplice fastidio?
«Esistono vari tipi di cefalea. Quella più comune è la cefalea muscolo-tensiva, legata allo stress e a una contrattura dei muscoli del collo e della testa. Se si tratta di un episodio occasionale, un antidolorifico basta a chiudere la questione. Se invece il disturbo diventa ripetuto, bisogna andare a fondo con una diagnosi precisa e impostare una cura. E torniamo sempre lì: in questi casi bisogna rivolgersi al medico di medicina generale, che ci conosce e sa quali tasti toccare».
Un altro grande classico con cui facciamo i conti è la stanchezza cronica: ci alziamo stanchi e andiamo a dormire stanchi. È solo stress o dobbiamo preoccuparci?
«La stanchezza eccessiva e continua è sempre un campanello d’allarme che non va mai trascurato. Può dipendere da una cattiva igiene del sonno, dallo stress, ma anche da cause organiche come un’anemia o problemi di ossigenazione, fino a patologie più serie. Non serve precipitarsi al primo cenno di stanchezza, ma se la cosa diventa ricorrente è fondamentale una valutazione medica».
E che dire del dolore al petto, il sintomo che la notte fa subito pensare al peggio, come l’infarto?
«Il dolore toracico è un segnale da tenere sempre in considerazione. Può trattarsi di un banale dolore intercostale, di un reflusso gastroesofageo, oppure di problemi cardiaci e pleurici. Le caratteristiche del dolore fanno tutta la differenza: un dolore che ci permette di camminare e correre è spesso di origine ossea o muscolare; se invece si associa a malessere, angoscia o difficoltà respiratoria, assume un valore completamente diverso. La diagnosi precoce in questi casi è fondamentale per prevenire danni irreversibili».
Dottor Albano, si parla spesso di morti improvvise tra i trentenni, quarantenni e cinquantenni. C’è una reale recrudescenza di questi episodi?
«Non mi risulta ci sia una particolare recrudescenza rispetto al passato. La morte improvvisa ha cause per lo più di carattere cardiaco o vascolare: un infarto fulminante, un ictus o la rottura di un aneurisma cerebrale o aortico. Spesso si tratta di condizioni silenziose, come un progressivo restringimento delle coronarie che non dà sintomi e non sempre viene intercettato dall’elettrocardiogramma. Purtroppo non sempre la prevenzione riesce a intercettare tutto».
Un altro sintomo comunissimo sono le palpitazioni. Ansia o cuore da controllare?
«Possono essere entrambe le cose. Spesso sono dovute a extrasistoli, ovvero battiti cardiaci fuori luogo causati da un impulso elettrico anomalo, presenti in numero ridotto anche in chi è perfettamente sano. Per prima cosa si può tastare il polso per verificare se il ritmo è regolare, ma il passaggio dal medico è d’obbligo. Se permangono dubbi, si procede con un esame strumentale come l’Holter cardiaco delle 24 ore».
Parliamo di pressione arteriosa. Spesso la misuriamo a casa, ma qual è la soglia di guardia, specialmente per i più giovani?
«Voglio lanciare un appello ai “vitelloni” che a quarant’anni si credono ancora ragazzini: dopo i quarant’anni bisogna avere più cura di sé e monitorare regolarmente la pressione. L’ipertensione è un nemico silenzioso che alla lunga “sfianca” le arterie e il cuore. Nei giovani trentenni va indagata con particolare attenzione per escludere cause secondarie o legate all’obesità. Attenzione però anche a chi fa molta palestra: una massa muscolare molto sviluppata sul braccio può alterare la misurazione, restituendo valori apparentemente alti ma falsati».
In conclusione, parliamo di tecnologia: l’uso quotidiano di smartphone, tablet e computer influisce sulla nostra salute?
«Direi proprio di sì. L’uso continuo dei dispositivi crea problemi muscoloscheletrici, come l’accentuazione della cervicale se teniamo la testa inclinata a letto, o tendiniti al pollice e al polso, come la classica “tendinite da mouse”. La luce blu degli schermi affatica gli occhi, causando arrossamenti e secchezza. Inoltre, l’utilizzo dello schermo la sera interferisce con i ritmi del sonno, riducendone la qualità, e l’esposizione prolungata può favorire disturbi d’ansia. Il consiglio? Usare il cellulare prima di tutto come telefono, e limitare il resto allo stretto necessario».
In buona sostanza la pratica di utilizzare motori di ricerca o intelligenza artificiale per interpretare i sintomi fisici è rischiosa e spesso controproducente. I punti chiave emersi nell’intervista con il dottor Vito Albano sono chiari. Ogni sintomo, come mal di testa o stanchezza, deve essere analizzato da un medico che conosca la storia clinica del paziente per evitare allarmismi ingiustificati. Internet non può sostituire la valutazione clinica, essenziale per distinguere tra disturbi legati allo stress quotidiano e segnali di patologie gravi che richiedono tempestività.
Questa puntata di Obiettivo Salute sottolinea la necessità di una maggiore consapevolezza nel monitoraggio della propria salute, suggerendo, ad esempio, la prevenzione attiva: È fondamentale monitorare la pressione arteriosa e adottare stili di vita sani, specialmente dopo i 40 anni, per prevenire complicazioni cardiache e vascolari. Attenzione, poi, all’impatto della tecnologia. L’uso eccessivo di dispositivi digitali influenza negativamente la postura, il ritmo sonno-veglia e lo stress, rendendo necessario un uso più misurato della tecnologia per preservare il benessere fisico e cognitivo. Insomma, il confronto ha stabilito che, sebbene sia possibile informarsi, la diagnosi medica richiede sempre una valutazione professionale che tenga conto della storia clinica del paziente.
Il medico è l’unica figura in grado di discernere tra sintomi banali e campanelli d’allarme che richiedono approfondimenti.
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