24 Settembre 2026 - 10:22:54
di Tommaso Cotellessa
«Avezzano vuole crescere ancora, vuole parlare già oggi il linguaggio del futuro». Con queste parole il sindaco Giovanni Di Pangrazio ha tracciato la rotta del suo terzo mandato alla guida della città, nel corso del primo Consiglio comunale operativo dopo le elezioni dello scorso maggio.
Una seduta importante per il nuovo corso dell’amministrazione, con l’assise chiamata ad esaminare le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel quinquennio 2026-2031.
Davanti ad una sala consiliare gremita, Di Pangrazio ha illustrato il programma di mandato indicando come obiettivo quello di costruire una città capace di guardare oltre i propri confini e di rafforzare il ruolo di Avezzano all’interno della Marsica e dell’Abruzzo.
«Abbiamo la forza necessaria per creare nuovi equilibri in Abruzzo», ha affermato il primo cittadino. Una strategia che passa attraverso collaborazioni, sinergie, patti e protocolli con Comuni e altri enti del territorio, con un’attenzione particolare al futuro delle aree interne.
Su questo fronte Di Pangrazio ha rilanciato alcune delle proposte avanzate negli ultimi mesi, dalla ZEF, Zona ad Economia Fragile, allo Statuto speciale delle aree interne, indicando nella Marsica un possibile territorio pilota per sperimentare nuovi strumenti di sviluppo.
«L’idea di base non è fare la grande Avezzano, fagocitando i territori intorno, ma essere un grande territorio», ha spiegato il sindaco, chiedendo alle diverse forze rappresentate in Consiglio di sostenere una progettualità comune.
In questa direzione si inseriscono alcuni degli atti discussi dall’assise, tra cui l’attuazione della strategia per le Aree urbane funzionali e l’avvio della concertazione istituzionale per arrivare ad un accordo di programma quadro finalizzato alla crescita e allo sviluppo dell’intera Marsica.
Un disegno che punta a coinvolgere il Comune di Avezzano, l’Unione dei Comuni Montagna Marsicana e le due Aree Interne Valle del Giovenco-Valle Roveto e Piana del Cavaliere-Alto Liri, costruendo una strategia territoriale condivisa.
Ma il programma illustrato dal sindaco guarda anche direttamente alla trasformazione della città. Tra gli interventi richiamati figurano la Cittadella dello Sport, il nuovo Municipio – dove, secondo le previsioni dell’amministrazione, i primi servizi potrebbero essere attivati già all’inizio del 2027 – e il potenziamento della Polizia Locale attraverso l’assunzione di dieci nuovi agenti.
Spazio anche alla riqualificazione urbana, a partire da Piazza Matteotti e Corso della Libertà, con l’obiettivo di sperimentare nuove aree pedonali e Ztl. Tra le altre priorità indicate figurano il recupero del complesso Mazzini-Fermi, destinato nei progetti dell’amministrazione ad ospitare anche l’Università, la valorizzazione di Parco Torlonia, la riqualificazione della scuola Giovanni XXIII, due nuovi asili nido e una nuova scuola materna.
Nel corso della seduta sono stati affrontati anche i dossier relativi alla sanità, con particolare attenzione al funzionamento delle Case di comunità, al sistema irriguo del Fucino e alla salvaguardia dei quattro tribunali abruzzesi a rischio soppressione.
Sul ruolo economico e produttivo della Marsica è intervenuto anche il consigliere regionale e comunale di Fratelli d’Italia Massimo Verrecchia: «La Marsica deve diventare la capitale italiana della Coltura, perché dobbiamo essere ambiziosi, facendo sistema. Non possiamo noi zappare e gli altri raccogliere».
La seduta ha segnato inoltre il completamento della Giunta con la nomina del settimo assessore, Maria Antonietta Dominici, già componente dell’esecutivo nella precedente consiliatura.
Il confronto politico si è acceso soprattutto sulla proposta di riforma della legge elettorale regionale e sull’ipotesi del collegio unico. Il Consiglio ha approvato un ordine del giorno contrario alla modifica, ritenuta penalizzante per la rappresentanza delle aree interne. A votare contro è stato Massimo Verrecchia, che ha invece difeso la riforma.
Di segno opposto l’intervento del consigliere di maggioranza Cristian Carpineta. «Oltre 200 Comuni in Abruzzo fanno parte del sistema delle aree interne. Stiamo cercando di reclamare lo spazio che deve avere la Marsica e tutti i Comuni interni e montani della Regione: non possiamo non avere in futuro dei rappresentanti».
Per Carpineta, «la legge elettorale del Collegio Unico rischia di tenere fuori i nostri rappresentanti. È una legge che taglia i diritti dei cittadini delle aree interne».
Una discussione che ha riportato così al centro lo stesso filo conduttore dell’intera seduta: il peso che Avezzano e la Marsica intendono rivendicare negli equilibri regionali e la costruzione di una strategia comune per le aree interne.
«Noi lavoriamo davvero per la città – ha concluso Di Pangrazio – coinvolgendo riconosciute professionalità in concorsi di idee e continuando ad operare senza fermarci mai sin da quel 27 maggio 2026, giorno successivo alla tornata elettorale».
LAQTV Live