24 Settembre 2026 - 17:54:19

di Marianna Galeota

Il Consiglio comunale di Avezzano, convocato dal presidente Domenico Di Berardino, prende posizione sulla riforma della legge elettorale regionale e dice no al collegio unico, chiedendo che il nuovo sistema garantisca una rappresentanza adeguata anche ai territori interni e montani.

L’ordine del giorno è stato approvato ieri pomeriggio con il solo voto contrario del consigliere di
minoranza Massimo Verrecchia.

Tra i favorevoli, i consiglieri di Udc e Lega, Collato e Fracassi e Basilico (maggioranza), e Verdecchia e Cesareo (minoranza). Un voto che porta dentro l’aula consiliare un tema che va oltre gli schieramenti: come tenere insieme, nella rappresentanza politica, un Abruzzo dove la popolazione si concentra soprattutto lungo la fascia costiera e dove le aree interne hanno una densità demografica molto più bassa, ma un territorio vasto e bisogni specifici.

Il sindaco Giovanni Di Pangrazio ha sostenuto la necessità di introdurre un meccanismo di
equilibrio. «Nelle aree interne ci sono meno abitanti e questo è un dato oggettivo. Se adottiamo
un sistema nel quale il peso elettorale dipende esclusivamente dalla popolazione, il rischio è che
la rappresentanza si concentri naturalmente sulla costa – ha detto – Io credo che al
Presidente della Regione vada proposta una soluzione, un meccanismo di bilanciamento che
consenta alle aree interne di essere rappresentate. È una richiesta per tenere insieme l’Abruzzo».

Il punto centrale è quello della rappresentanza democratica, in un quadro regionale già segnato
dagli effetti della legge che ha escluso dalla candidatura i sindaci delle comunità più grandi.

«La Marsica e le altre aree interne hanno meno abitanti, ma non hanno meno problemi, meno
territorio o meno esigenze. La densità della popolazione non può essere l’unico criterio con cui si
misura la rappresentanza politica», ha aggiunto.

Da qui la richiesta di aprire un confronto prima del voto definitivo sulla riforma. L’ordine del
giorno impegna infatti il sindaco a trasmettere il deliberato al presidente della Regione Marco
Marsilio
, al presidente del Consiglio regionale, all’assessore con delega alle aree interne e a tutti i
consiglieri regionali, chiedendo un’audizione dei sindaci delle aree interne nella commissione
consiliare competente.

Durante il dibattito, il consigliere di maggioranza Cristian Carpineta ha parlato di una questione
che riguarda l’intero sistema delle aree interne abruzzesi: «Già subiamo da anni riforme di carattere elettorale. Oltre 200 Comuni in Abruzzo fanno parte del sistema delle aree interne. Stiamo cercando di reclamare lo spazio che deve avere la Marsica e tutti i Comuni interni e montani della Regione. Non possiamo rischiare di non avere in futuro dei rappresentanti. La legge elettorale del collegio unico rischia di tenere fuori i nostri territori. È una questione che riguarda i diritti dei cittadini delle aree interne”.

Sulla stessa posizione il consigliere Roberto Verdecchia, che ha richiamato i numeri della distribuzione demografica regionale: «In Abruzzo ci sono circa un milione e 260 mila abitanti e oltre 719 mila vivono sulla costa. Se il criterio diventa esclusivamente quello della popolazione, una parte consistente della rappresentanza finirà inevitabilmente per concentrarsi sulla costa. Per le aree interne diventa una battaglia per la sopravvivenza della rappresentanza».

Di diverso avviso Massimo Verrecchia, unico consigliere a votare contro l’ordine del giorno. Il consigliere regionale ha difeso il percorso della riforma, ricordando che «era nel programma elettorale di Marsilio, abbiamo svolto le audizioni e l’iter è in discussione da due anni. Non mi sembra ci siano stati interventi di questo tipo quando è arrivata la legge Delrio, voluta dal Pd. L’iter è ormai avviato e maturo e non possiamo tornare indietro»

Il confronto resta dunque aperto e il Consiglio comunale di Avezzano sceglie di portare la questione direttamente sul tavolo regionale. La richiesta è quella di ascoltare i territori prima della decisione definitiva e di individuare una formula che consenta di mantenere insieme rappresentanza demografica e rappresentanza territoriale.

Sulla questione interviene anche il presidente regionale Italia Viva-Casa Riformista Abruzzo Camillo D’Alessandro: «Il consiglio comunale di Avezzano, su iniziativa di Italia Viva tramite il consigliere comunale Roberto Verdecchia, con un solo voto contrario, dunque maggioranza ed opposizione, destra, civici e sinistra, ha bocciato il Presidente Marsilio dicendo no alla sua riforma di legge elettorale regionale. A memoria non era mai successo che un consiglio comunale dovesse intervenire per provare a fermare una chiara violazione delle regole democratiche e del diritto di rappresentanza in Regione di tutti i territori. Mai una pronuncia così trasversale. Giorni fa presentammo un ordine del giorno per fare pronunciare il Consiglio comunale di una Città che può essere considerata il capoluogo delle aree interne, come Avezzano. La nostra iniziativa, con il consigliere Roberto Verdecchia, candidato sindaco del Patto per Avezzano, , ha dato vita ad un ordine del giorno comune, con un solo voto contrario. L’ultimo giapponese ad Avezzano. Dunque maggioranza e minoranza, compreso il candidato sindaco del centrodestra, hanno detto no alla Legge Marsilio».

«Ora spero che tutti i consigli comunali d’Abruzzo, anche in ragione della grave assenza di iniziativa dell’ANCI, possano deliberare in tal senso e bloccare il tentativo non di unire l’Abruzzo, ma di finirlo a dividere isolando elettoralmente le aree interne, le zone a scarsa densità abitativa – conclude – Se tanti comuni si muovono con i loro consigli comunali arriverà chiaro e forte la voce dei territori all’isolato presidente di Regione Marco Marsilio».