24 Settembre 2026 - 20:44:35

di Martina Colabianchi

L’Aquila Capitale italiana della Cultura come l’inizio di un percorso più ampio. È stata questa la riflessione cardine da cui si è scelto di partire nel sesto incontro del ciclo “Le pietre raccontano”, promosso nell’ambito delle iniziative diocesane per il 2026 e ospitato dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Fides et Ratio”.

Se i precedenti incontri si erano concentrati su singoli edifici sacri tornati alla città dopo i restauri post-sisma, l’incontro di questo pomeriggio si è concentrato sul significato che i beni culturali assumono nella costruzione e ricostruzione dell’identità cittadina, mettendo in dialogo la tutela, fondata sulla conoscenza dei beni e sulla responsabilità della loro conservazione, e quella della vita pubblica cittadina, chiamata a misurarsi con l’accessibilità dei luoghi, la qualità degli spazi condivisi e le opportunità aperte dalla programmazione culturale.

«Questo incontro si focalizza sui tre tempi – ha dichiarato l’arcivescovo metropolita dell’Aquila Antonio D’Angelo -: il passato come scoperta e memoria storica fondamentale per riscoprire le proprie radici, il presente affinché quelle radici possano aiutarci a interpretare bene anche questo presente storico e dargli un senso e c’è poi il futuro, la costruzione di un futuro nuovo e migliore».

«Questa è una di quelle occasioni proprio per cercare di ragionare su come dare continuità alle tante cose che sono state fatte in questi anni e, soprattutto, alle tante attività culturali che sono state promosse quest’anno – ha spiegato anche il Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di L’Aquila e Teramo Massimo Sericola -. L’anno di Capitale italiana della Cultura come punto di partenza, e non come punto di arrivo di un percorso per dare nuove strade al patrimonio culturale, ma soprattutto al ruolo dei beni culturali nella città e per la comunità».

E a proposito di edifici religiosi e culturali restituiti o prossimi alla restituzione alla città, procedono speditamente i lavori all’interno del Duomo dell’Aquila che, come confermato dal Soprintendente Sericola, sarà restituito alla fine di quest’anno.

«Il cantiere sta andando avanti molto rapidamente, siamo in chiusura con tutte le attività – ha detto il Soprintendente -. Ad oggi, quindi, possiamo ancora confermare quello che è stato già detto in occasione della festa di San Massimo e cioè che l’obiettivo è giungere alla riapertura entro la fine dell’anno».