28 Settembre 2026 - 09:02:07
di Martina Colabianchi
Una politica che non sia solo scontro, ma confronto anche tra idee e visioni del mondo opposte.
È l’auspicio di Claudio Gregori, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia per L’Aquila e sindaco del Comune di Barete, che apre da una riflessione su cosa sia diventata la politica e sulla perdita della capacità di confrontarsi tra opinioni divergenti anche all’interno dello stesso schieramento politico.
Questo accade non solo a livello locale, dove tensioni si registrano spesso alla vigilia di appuntamenti elettorali importanti, come quello del 2027 per L’Aquila, ma anche a livello nazionale dove non di rado gli animi si scaldano anche all’interno della stessa compagine o della stessa coalizione.
«Io credo invece – scrive Gregori – che la politica debba essere confronto. Possiamo avere idee diverse e possiamo anche scontrarci sulle questioni, ma senza trasformare chi abbiamo davanti in un nemico. La nostra storia ci ha lasciato esempi importanti. Penso a De Gasperi e Togliatti, che venivano da mondi politici molto lontani eppure seppero confrontarsi in un momento decisivo per l’Italia. E penso ad Aldo Moro e Berlinguer, anche loro con idee diverse, ma capaci di capire che davanti ai problemi del Paese serviva anche cercare un dialogo. Non erano d’accordo su tutto, ma si parlavano».
«Secondo me è da qui che dobbiamo ripartire. La politica deve tornare nelle piazze, nei nostri paesi, nelle associazioni, tra la gente. Dobbiamo ascoltare di più, anche chi non è dalla nostra parte. Quando una persona ci parla di una strada che non va, di una scuola, di un ospedale, del lavoro dei propri figli o di un problema della propria comunità, non ci chiede da quale partito veniamo. Ci chiede se possiamo fare qualcosa. E allora la domanda dovrebbe essere come risolvere quel problema, non chi deve prendersi il merito».
«Io le mie idee – prosegue – continuerò a difenderle e continuerò a credere nei valori che rappresento, ma questo non significa pensare che chi la vede diversamente da me abbia sempre torto. Se dall’altra parte c’è una buona idea, bisogna avere il coraggio di riconoscerlo. Per me questa è la politica: avere delle convinzioni, ma non chiudersi; difendere quello in cui si crede, ma saper ascoltare».
«Possiamo essere avversari nelle elezioni e possiamo discutere anche duramente, ma dobbiamo ricordarci che dall’altra parte c’è una persona. Alla fine delle nostre battaglie politiche rimangono i problemi delle comunità, le difficoltà delle famiglie, le aspettative dei giovani e il futuro dei nostri territori. È su questo che dovremmo misurarci».
«Io penso che la politica debba tornare a essere più semplice: stare tra la gente, ascoltare, discutere e cercare soluzioni. Senza paura di parlare con chi la pensa diversamente e senza trasformare ogni critica in un’offesa. Perché possiamo avere bandiere diverse, possiamo stare su fronti diversi e possiamo anche combattere le nostre battaglie politiche. Ma quando si tratta del bene della nostra comunità, dobbiamo essere capaci di mettere da parte le divisioni e provare a costruire qualcosa insieme. La politica – conclude il coordinatore provinciale di Fdi – non deve cercare continuamente un nemico. Deve cercare risposte».
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