28 Settembre 2026 - 19:18:37

di Tommaso Cotellessa

Via libera definitivo al Piano Quadro Tratturi del Comune dell’Aquila. Il Consiglio comunale ha approvato lo strumento urbanistico che disciplina il tratto del Tratturo Magno L’Aquila-Foggia ricadente nel territorio comunale: circa otto chilometri di tracciato, per una superficie complessiva di 80 ettari, attraverso le frazioni di Sant’Elia, Bazzano, Paganica, Onna e San Gregorio.

Si chiude così un percorso lungo oltre quarant’anni, iniziato con l’introduzione, nel 1983, del vincolo sui tratturi abruzzesi. L’obiettivo del Piano è ora quello di fornire un quadro urbanistico certo, conciliando le esigenze di chi vive e lavora lungo il tracciato con la tutela delle porzioni che conservano le caratteristiche originarie del tratturo.

«Finalmente ci siamo. Con il voto di oggi raggiungiamo il traguardo dell’approvazione definitiva di uno strumento atteso da decenni», commenta l’assessore comunale all’Urbanistica Francesco De Santis. «Chi vive e lavora lungo il tracciato avrà regole più chiare per gli interventi sugli immobili, per la manutenzione e per le procedure di sdemanializzazione. Allo stesso tempo, le parti che hanno conservato le caratteristiche originarie del tratturo vengono tutelate e potranno essere valorizzate nell’ambito dei futuri percorsi di rigenerazione storico-culturale e turistica».

Il Piano è stato elaborato in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Aquila, sulla base dell’accordo sottoscritto nel 2023. La ricostruzione del tracciato è stata condotta attraverso l’analisi delle fotografie aeree del 1982, delle mappe catastali e il censimento delle strutture presenti lungo il sedime tratturale.

Dopo l’adozione da parte del Consiglio comunale nel giugno 2025, lo strumento ha attraversato la fase delle osservazioni e l’esame della Conferenza dei servizi, concluso positivamente nel luglio scorso. Il successivo parere favorevole della Soprintendenza, insieme a quello della Provincia, ha consentito di completare l’iter amministrativo.

Il Piano non introduce nuovi vincoli, ma distingue le aree già interessate da edificazioni precedenti al 1983, dove continueranno ad applicarsi le ordinarie disposizioni urbanistiche, da quelle nelle quali il tratturo ha mantenuto le proprie caratteristiche originarie. In queste ultime gli interventi dovranno risultare compatibili con la conservazione del tracciato e non comprometterne permanentemente l’identità, fermo restando il ruolo della Soprintendenza nei casi previsti dalla normativa.

«Dopo decenni, oggi il Tratturo Magno ha un quadro urbanistico definito e un confine certo», conclude De Santis, ringraziando uffici comunali, Università, Soprintendenza e Consiglio comunale per il lavoro svolto. «Ora possiamo guardare al passo successivo: valorizzarlo e restituirlo alla sua funzione di percorso, facendone una risorsa per il turismo lento, per la memoria storica e per le comunità che attraversa».