29 Settembre 2026 - 11:07:02

di Tommaso Cotellessa

Il segretario del sindacato infermieristico NurSind Antonio Santilli torna a denunciare le difficoltà legate agli organici della ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila.

Il dato principale riguarda il personale infermieristico. Secondo quanto riferito dal sindacato, a fronte di una dotazione minima individuata in 1.795 infermieri, l’assestamento dell’organico in servizio sarebbe fissato a 1.674 unità, con una differenza di 121 professionisti.

A questo dato il NurSind aggiunge la questione del servizio di emergenza-urgenza. Santilli sostiene che 96 unità infermieristiche, che avrebbero potuto essere impiegate a supporto delle attività ospedaliere e del 118, non sarebbero state assunte, mentre 3 milioni e 405mila euro sarebbero stati destinati alle associazioni di volontariato incaricate del servizio. Una scelta contestata dal sindacato, che richiama anche le criticità segnalate dai sindaci di Scanno, Campo di Giove e dei Comuni della Comunità Sirentina rispetto alla disponibilità di infermieri a bordo delle ambulanze.

Le carenze, secondo la denuncia, non riguarderebbero però soltanto gli infermieri. Per le ostetriche, a fronte di un fabbisogno minimo indicato in 78 unità, la consistenza prevista sarebbe di appena 55, con una differenza di 23 professionisti. Sul fronte dei tecnici di radiologia, invece, ne mancherebbero 11 rispetto a un fabbisogno minimo di 113.

Situazione analoga per gli operatori socio-sanitari: il NurSind indica un fabbisogno minimo di 644 OSS, rispetto al quale mancherebbero 26 unità. Il sindacato segnala inoltre come diversi reparti ospedalieri sarebbero privi di una copertura stabile degli OSS nei turni notturni, con la conseguenza, secondo Santilli, di affidare al personale infermieristico anche attività non di propria competenza.

Più in generale, il NurSind sostiene che anche il personale tecnico-sanitario del comparto risulti, con differenze variabili a seconda dei profili, al di sotto delle dotazioni minime previste.

Santilli torna poi sulla situazione del Centro Autismo di Pratola Peligna, chiedendo chiarimenti sul processo di internalizzazione del personale tecnico-sanitario. Attualmente, secondo quanto riferito dal sindacato, una parte degli operatori dipenderebbe direttamente dalla ASL e un’altra da una cooperativa, nonostante fosse stata prospettata una completa internalizzazione attraverso concorso pubblico.

Nel mirino del NurSind finisce infine il ricorso ai contratti di somministrazione di lavoro e agli affidamenti alle cooperative. Il sindacato contesta in particolare l’utilizzo prolungato di forme contrattuali che, sostiene, dovrebbero invece rispondere a esigenze temporanee.

«Quando la smetterà la ASL di ricorrere ai contratti di somministrazione lavoro?», domanda Santilli, che solleva il tema della durata degli affidamenti e chiede alla Direzione generale di intervenire sul rafforzamento strutturale degli organici.

Una denuncia, dunque, che attraversa diversi settori dell’azienda sanitaria e che riporta al centro il tema della carenza di personale e delle modalità con cui vengono garantiti i servizi sanitari sul territorio provinciale, in particolare nelle aree interne.