30 Settembre 2026 - 10:53:15
di Tommaso Cotellessa
«L’obiettivo deve essere il riassorbimento di tutti i 46 lavoratori. Se le condizioni di insediamento rischiano di compromettere l’operazione, il Comune deve intervenire e verificare anche le convenzioni che regolano la gestione del Tecnopolo».
A intervenire sulla vertenza Aura è Fabio Frullo, presidente della III Commissione consiliare del Comune dell’Aquila, che chiede un ulteriore sforzo alle istituzioni per garantire una prospettiva occupazionale a tutti i lavoratori coinvolti.
Un primo passo è rappresentato dall’arrivo della nuova società Stemin, che prevede inizialmente l’assorbimento di 25 lavoratori, con la possibilità di ulteriori 12 inserimenti qualora l’andamento dell’attività produttiva lo consenta.
«È certamente un primo elemento positivo – sottolinea Frullo – ma il nostro obiettivo non può che rimanere quello di creare le condizioni affinché tutti i 46 lavoratori possano tornare ad avere una prospettiva occupazionale stabile all’Aquila».
Al centro della questione ci sono però anche le condizioni necessarie all’insediamento della nuova attività e, in particolare, il rapporto con il Tecnopolo d’Abruzzo. Frullo richiama le somme che risulterebbero ancora dovute dalla precedente gestione e la richiesta di circa 50mila euro mensili per l’affitto del capannone destinato alla nuova attività.
Pur senza mettere in discussione la legittimità delle condizioni contrattuali, il presidente della III Commissione invita a verificare che queste non finiscano per ostacolare l’investimento. «Ci troveremmo davanti al paradosso di avere un soggetto disposto a investire e ad assumere lavoratori e rischiare di perderlo proprio per le condizioni necessarie a insediarsi».
Da qui la richiesta di aprire una riflessione sul ruolo e sulla gestione del Tecnopolo, patrimonio di proprietà comunale che, secondo Frullo, deve concorrere alle politiche di sviluppo economico e occupazionale del territorio.
La proposta è quella di riunire attorno allo stesso tavolo Comune, gestione del Tecnopolo, Stemin, organizzazioni sindacali e soggetti istituzionali interessati, proseguendo il confronto già avviato in III Commissione e valutando anche l’adeguatezza delle convenzioni attualmente in vigore.
«Se dovesse emergere che le convenzioni non consentono al Tecnopolo di svolgere pienamente quella funzione di sostegno allo sviluppo e all’insediamento produttivo che un patrimonio pubblico dovrebbe avere – conclude Frullo – dovremo avere il coraggio di rivederle e aggiornarle. Non cerchiamo colpevoli, cerchiamo soluzioni. Perché dietro questa vicenda ci sono 46 lavoratori e 46 famiglie che attendono risposte».
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