Università, Liris: «Approvata in Senato la riorganizzazione del CUN»

30 Settembre 2026 - 15:23:18

«Discutere della riorganizzazione del Consiglio Universitario Nazionale
significa parlare di quale Università vogliamo costruire per l’Italia
dei prossimi anni. Un’Università più moderna, più accessibile e capace
di accompagnare le nuove generazioni nelle sfide del futuro».
È quanto dichiara il senatore Guido Liris, capogruppo di Fratelli
d’Italia in Commissione Bilancio al Senato, intervenendo in aula del
Senato sul provvedimento di riorganizzazione del CUN.
«Avendo vissuto l’Università prima da studente e poi da medico
specializzando – sottolinea Liris – conosco direttamente il valore della
formazione, della ricerca e della qualità dei docenti, ma anche le
difficoltà che ogni trasformazione del sistema universitario porta con
sé. Per questo credo che quando parliamo di Università non possiamo
limitarci a discutere di strutture, organigrammi o norme: dietro ogni
scelta ci sono giovani che studiano, ricercatori che costruiscono il
proprio futuro, docenti che formano le nuove generazioni e famiglie che
fanno sacrifici per consentire ai propri figli di raggiungere un
traguardo».
«Il CUN è un organo importante di rappresentanza, confronto e consulenza
del sistema universitario. Proprio per questo dobbiamo metterlo nelle
condizioni di funzionare meglio. La riforma interviene sulla sua
composizione, razionalizzandola e mantenendo la rappresentanza delle
diverse aree disciplinari. Semplificare una struttura non significa
indebolirla: significa renderla più funzionale e capace di rispondere
con maggiore rapidità alle esigenze del sistema».
«Ma questa riorganizzazione – prosegue il senatore Liris – va letta
dentro una strategia più ampia. Il Governo Meloni ha scelto di investire
sull’Università, sulla ricerca, sul diritto allo studio e sui giovani.
Nel 2026 il Fondo di finanziamento ordinario delle università statali
raggiunge 9,415 miliardi di euro, circa il 26 per cento in più rispetto
al 2019. Sono risorse che rafforzano la capacità degli atenei di
programmare, investire e sostenere la didattica, la ricerca e il
personale».
«E al centro ci sono gli studenti. Nel 2026 sono stati destinati 60
milioni di euro aggiuntivi al diritto allo studio, mentre sul fronte
dell’edilizia universitaria sono stati superati gli obiettivi del PNRR,
con oltre 63.200 nuovi posti nelle residenze universitarie».
«Sono numeri – conclude Liris – che raccontano una direzione precisa:
investire sull’Università significa investire sulla mobilità sociale,
sul merito e sulla possibilità per un giovane di costruire il proprio
futuro».
«Più finanziamenti, più borse di studio, più residenze universitarie e
istituzioni più moderne e funzionali: sono tasselli di una stessa
visione. Un’Università italiana più forte, più accessibile, competitiva
a livello internazionale e capace di valorizzare i talenti, ovunque essi
nascano».