01 Ottobre 2026 - 16:51:03

di Andrea Di Paolo

L’assistenza territoriale del sistema sanitario, seguendo il decreto ministeriale 77 del 2022, sta andando nella direzione di una sanità sempre più prossima al cittadino, con l’obiettivo di ridurre la congestione sui presidi ospedalieri principali.

Lo fa grazie alle case di comunità, con 67 nuove strutture sul territorio abruzzese che, però, necessitano in parte di essere ultimate e, comunque, di poter contare su strumentazioni e personale che ne garantiscano il corretto funzionamento.
È anche questa la motivazione che ha spinto la Regione Abruzzo a dotare di circa 38 milioni di euro l’agenzia sanitaria regionale. Una somma dedicata al reclutamento del personale, così da concretizzare un processo di riorganizzazione del sistema.

«Accogliamo positivamente una scelta che va nella direzione indicata con chiarezza in questi mesi – hanno dichiarato i segretari di Cisl Abruzzo e Molise e delle sezioni interessa dalla misura – Abbiamo sempre sostenuto – hanno spiegato – che non fosse sufficiente realizzare nuove strutture: occorreva creare le condizioni perché potessero funzionare realmente, attraverso personale, professionalità, organizzazione e servizi capaci di rispondere ai bisogni delle comunità».

Una posizione espressa in più di un’iniziativa da parte della sigla sindacale, con al centro l’evento “Sanità: quale investimento per l’Abruzzo?” quando, alla presenza dell’assessore al ramo Nicoletta Verì, si era ribadito come la realizzazione delle nuove strutture territoriali dovesse essere accompagnata da assunzioni, personale qualificato e una precisa organizzazione dei servizi, affinché le Case della Comunità e le altre articolazioni della sanità territoriale non rischiassero di rimanere strutture vuote.
Il finanziamento, destinato alle quattro ASL abruzzesi, riguarda il personale necessario per rendere operative le Case della Comunità, gli Ospedali di Comunità, le Unità di Continuità Assistenziale, le Centrali Operative Territoriali e il servizio del nuovo numero unificato 116117, con un fabbisogno complessivo stimato in quasi 800 unità lavorative.

«Adesso – aggiungono i quattro Segretari Generali di CISL – occorre proseguire con determinazione. Dalle risorse bisogna passare rapidamente alle assunzioni e dalla programmazione alla piena operatività dei servizi. Sarà fondamentale monitorare l’attuazione del piano e mantenere aperto il confronto con la Regione e con le Aziende sanitarie».

Per la sigla, infatti, la riforma della sanità territoriale dovrà necessariamente passare per una visione integrata che non prescinda dalla capacità di mettere in relazione servizi sanitari e sociali, professionisti, oltre al Terzo Settore e alle comunità locali.