01 Ottobre 2026 - 18:00:54
di Tommaso Cotellessa
La sezione abruzzese dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia accoglie con soddisfazione l’approvazione della legge regionale sui «Parchi della Memoria storica e della Resistenza», nata con l’obiettivo di valorizzare i luoghi della storia nei quali affondano le radici dell’Italia democratica.
Un provvedimento che, secondo l’ANPI, assume un significato particolare nell’attuale contesto internazionale, segnato da guerre e conflitti, e può rappresentare uno strumento per favorire «conoscenza storica, impegno civile, cultura e solidarietà», contribuendo alla costruzione di percorsi di giustizia e di pace.
L’associazione ricorda il ruolo centrale avuto dall’Abruzzo nel periodo compreso tra l’armistizio dell’8 settembre 1943 e la Liberazione del giugno 1944. Mesi nei quali il territorio regionale fu scenario di alcuni degli avvenimenti più significativi della storia italiana: dalla prigionia e liberazione di Benito Mussolini sul Gran Sasso alla fuga del re da Ortona, dalla nascita delle prime formazioni partigiane agli scontri lungo la Linea Gustav, passando per le stragi di civili, gli episodi di resistenza umanitaria e l’esperienza della Brigata Maiella nella lotta contro il nazifascismo.
Per l’ANPI, di fronte a una storiografia che per lungo tempo avrebbe sottovalutato il contributo del Mezzogiorno alla Liberazione, l’Abruzzo ha oggi la possibilità di valorizzare «con orgoglio e senza retorica» il proprio contributo alla nascita dell’Italia democratica.
In questa prospettiva, i Parchi della Memoria storica e della Resistenza vengono concepiti non come semplici luoghi commemorativi, ma come spazi diffusi e dinamici nei quali far convivere memoria storica, tutela ambientale, promozione turistica e attività educative. Il progetto prevede inoltre il coinvolgimento di Comuni, scuole, università e associazioni impegnate nella conservazione e nella trasmissione della memoria.
Dopo aver ringraziato i consiglieri regionali che hanno promosso e votato la legge, l’ANPI Abruzzo pone però l’accento sul nodo delle risorse. Lo stanziamento previsto non è stato infatti inserito nel provvedimento approvato.
Da qui la richiesta alla Giunta regionale di individuare rapidamente i fondi necessari per dare concreta attuazione alla legge, ricordando come per il 2026 fosse stato inizialmente previsto uno stanziamento di 20mila euro.
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