01 Ottobre 2026 - 18:33:28

di Tommaso Cotellessa

La Filcams CGIL L’Aquila ha annunciato la proclamazione dello stato di agitazione dei lavoratori di Vivenda S.p.A. impiegati nell’appalto di refezione scolastica del Comune dell’Aquila e la ri chiesta dell’attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione in Prefettura. Una vertenza che coinvolge complessivamente circa 150 lavoratrici e lavoratori e che nasce da problematiche che, secondo il sindacato, si trascinano ormai da circa quattro anni.

Al centro della mobilitazione ci sono innanzitutto le condizioni di sicurezza nelle operazioni di consegna dei pasti nei plessi scolastici. La questione affonda le proprie radici nelle misure introdotte dopo la tragedia avvenuta il 18 maggio 2022 all’asilo «Primo Maggio», quando un’automobile sfondò una recinzione travolgendo sei bambini e provocando la morte del piccolo Tommaso D’Agostino. In seguito all’accaduto, nelle scuole sono state progressivamente adottate misure per limitare o impedire l’ingresso dei veicoli nelle pertinenze degli edifici.

Provvedimenti dei quali la Filcams non mette in discussione le finalità, ma che, secondo il sindacato, avrebbero determinato nuove criticità per gli operatori. Nei plessi dove permane il divieto di accesso, infatti, i mezzi utilizzati per la refezione devono essere lasciati sulla strada e i lavoratori sono costretti a trasportare i pasti a piedi fino al punto di consegna, operando in aree interessate dalla circolazione di automobili, altri mezzi e pedoni.

Negli ultimi anni il Comune ha revisionato i DUVRI e realizzato diversi interventi, dalla segnaletica alla predisposizione di accessi alternativi e delimitazioni fisiche. In alcuni istituti è stato così possibile ripristinare l’ingresso dei mezzi, mentre in altri il divieto resta in vigore. Una situazione disomogenea che, per la Filcams CGIL, necessita ora di una soluzione definitiva.

Ma la vertenza riguarda anche le condizioni economiche dei dipendenti. L’attività di refezione viene sospesa ogni anno, indicativamente, dal 10 giugno al 15 settembre. In questo periodo, denuncia il sindacato, i lavoratori non prestano servizio e non percepiscono alcun reddito, pur mantenendo formalmente il rapporto di lavoro. Una condizione che impedirebbe loro anche di accedere alla NASpI e agli ordinari strumenti di sostegno al reddito. Per molti, inoltre, gli stipendi durante i mesi lavorati si attesterebbero intorno ai 500 euro mensili.

A questo si aggiunge il problema della fruizione delle ferie. La Filcams aveva proposto a Vivenda di utilizzare almeno una parte del periodo estivo come ferie, anche per ridurre la discontinuità reddituale, senza però arrivare a un accordo con l’azienda. Sul sostegno economico nei mesi di sospensione, Vivenda avrebbe invece manifestato disponibilità a valutare una soluzione, subordinandola alla collaborazione dell’ente committente, ma finora – riferisce il sindacato – non sarebbe stata adottata alcuna misura concreta.

La questione è stata affrontata più volte anche dalla III Commissione consiliare del Comune dell’Aquila. Nell’ultima seduta del 23 settembre è stata prospettata la possibilità di coinvolgere direttamente la Prefettura e il presidente della Commissione ha annunciato l’intenzione di contattare il prefetto. Al 1° ottobre, tuttavia, secondo quanto riportato nel documento sindacale, non risulta ancora convocato alcun tavolo istituzionale.

Da qui la decisione di proclamare lo stato di agitazione e chiedere formalmente l’apertura della procedura di raffreddamento e conciliazione prevista dalla legge 146 del 1990. L’obiettivo della Filcams è arrivare alla costituzione di un tavolo istituzionale permanente sulla refezione scolastica, coordinato dalla Prefettura e con la partecipazione di Vivenda, Comune, istituzioni scolastiche e degli altri soggetti interessati.

In assenza di «risposte concrete» e di un percorso capace di risolvere le criticità, il sindacato si riserva infine ulteriori iniziative di mobilitazione, compresa la possibilità di arrivare ad astensioni collettive dal lavoro, nel rispetto della normativa sui servizi pubblici essenziali.