02 Ottobre 2026 - 10:16:25
di Martina Colabianchi
Passi in avanti nell’ottica di una sanità per tutti e di tutti sul territorio nazionale, ma che non cancellano le criticità regionali.
È questo in sintesi quanto espresso dal segretario generale della Uil Abruzzo Michele Lombardo rispetto alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del Consiglio dei Ministri del 7 agosto 2026 che segna un momento di svolta nell’aggiornamento dei Lea, ridefinendo le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale deve garantire gratuitamente o tramite ticket a tutti i cittadini.
«L’estensione dei Livelli essenziali di assistenza è una buona notizia, ma senza risorse, personale e riorganizzazione sanitaria le nuove prestazioni rischiano di rimanere sulla carta. La Regione garantisca equità e tempestività nelle cure per tutti gli abruzzesi», ha dichiarato Lombardo.
Quello pubblicato in Gazzetta è un provvedimento articolato che, insieme al decreto sulle tariffe della specialistica e della protesica e agli aggiornamenti tecnici dedicati, amplia il perimetro delle tutele: dallo screening neonatale esteso a ulteriori otto patologie rare e alla SMA, ai test prenatali non invasivi, fino ad arrivare a importanti novità in campo oncologico, con l’introduzione dello screening per la ricerca delle varianti dei geni BRCA1 e BRCA2 per la prevenzione del tumore alla mammella e all’ovaio.
Il segretario Lombardo, pur ribadendo l’importanza dell’aggiornamento, sottolinea le criticità strutturali presenti sul territorio regionale: «L’aggiornamento e l’ampliamento dei Livelli essenziali di assistenza rappresentano senza dubbio un passo in avanti fondamentale per adeguare l’offerta sanitaria alle nuove tecnologie e ai progressi della medicina. Tuttavia, come Uil ribadiamo con forza che l’inserimento di una prestazione nei Lea non equivale automaticamente a un’effettiva ed equa erogazione sui territori. La vera differenza la fa la capacità organizzativa e finanziaria dei servizi sanitari regionali. In Abruzzo viviamo da tempo una situazione complessa sul fronte della sanità pubblica: carenza di personale, liste d’attesa estenuanti e troppi cittadini costretti a ricorrere alla sanità privata o a rinunciare alle cure. Se alle novità normative sui Lea, dalle malattie rare e croniche fino al rinnovo dei nomenclatori di specialistica e protesica, non seguono investimenti precisi in assunzioni, strutture e risorse finanziarie, il rischio è che questi diritti restino solo sulla carta».
«Non possiamo permetterci una sanità a due velocità, dove il diritto alla salute dipende dal comune di residenza – conclude Lombardo -. Chiediamo alla Regione Abruzzo di recepire tempestivamente queste novità e di mettere in atto una vera programmazione che valorizzi la sanità pubblica e la medicina territoriale. Garantire cure tempestive, prevenzione oncologica e assistenza adeguata alle cronicità e alle disabilità deve essere la priorità assoluta per il nostro territorio».
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