03 Ottobre 2026 - 15:44:40
di Martina Colabianchi
Dopo la presentazione del Cammino dell’Aquila, un percorso di circa 96 km in 16 tappe, pensato per collegare il centro storico alle frazioni e ai siti di Amiternum e Forcona, il consigliere comunale Paolo Romano e Fabrizio De Meo, presidente dell’Associazione per la Tutela di San Vittorino Amiterno, tornano a chiedere un intervento concreto delle istituzioni per la tutela e la piena fruibilità dell’area archeologica di Amiternum.
«La zona dell’Aquila Ovest può ripartire se si è capaci di valorizzare le infrastrutture culturali e turistiche già presenti sul territorio. L’anfiteatro e il teatro romano di Amiternum, nella frazione di San Vittorino, non rappresentano soltanto la testimonianza delle origini e della storia che ha portato alla nascita del nostro territorio. Sono un patrimonio che parla di futuro offrendo una prospettiva concreta di sviluppo culturale, turistico ed economico per l’intera area occidentale della città», hanno dichiarato in una nota.
Per costruire questa prospettiva, secondo Romano e De Meo, è necessario innanzitutto rimuovere le criticità che oggi ostacolano la valorizzazione di questi siti, a cominciare dal poligono di tiro di Colle San Mauro, «la cui presenza a pochi metri dall’area archeologica – spiegano – continua a compromettere la serenità dei residenti e le potenzialità turistiche e culturali del territorio. Ascoltare una guida turistica durante una visita nel fine settimana è una sfida improba contro i boati delle armi del poligono: non ne diamo testimonianza solo noi ma anche gli stessi gestori del sito archeologico».
«La nostra non è una battaglia contro lo sport, tutt’altro. È una battaglia affinché anche il tiro sportivo possa trovare una collocazione adeguata e stabile, dove possa prosperare senza rendere impossibile la vita dei residenti della zona né impedire lo sviluppo culturale e turistica di questo territorio – proseguono -. È per questo che non arretreremo neppure davanti alla recente sentenza sugli usi civici, che rispettiamo ma non condividiamo, anche alla luce degli elementi storici ricostruiti dalla stessa consulenza tecnica d’ufficio. Continueremo a far valere le ragioni di una comunità che adesso non cerca solo solidarietà ma anche risposte risolutive e definitive. La nostra battaglia va ben oltre il contenzioso e riguarda la tutela della salute pubblica, la qualità della vita dei residenti e il futuro di un patrimonio che appartiene all’intera collettività».
«Facciamo pertanto appello al MUNDA e alla Soprintendenza per mettere in campo tutti gli strumenti necessari a tutelare e rendere fruibile Amiternum, come già chiesto nelle Commissioni consiliari, mentre il Comune – concludono Romano e De Meo – deve assumersi la responsabilità di convocare il tavolo ristretto e trasformare gli impegni in atti concreti».
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