05 Ottobre 2026 - 18:43:00
di Martina Colabianchi
È stata restaurata l’opera “1 x l’altro” di Fabrizio Corneli, che torna ora a risplendere all’Aquila
Il monumento, donato alla città dal Rotary Club L’Aquila nel 2015, torna quindi al centro della rotatoria tra via Vicentini e via XX Settembre.
L’opera è stata oggetto di un accurato intervento di ripristino che ha restituito integrità e luminosità alle sue caratteristiche formelle di alluminio, reso possibile grazie alla maestria della scultrice Licia Galizia, alla professionalità dell’ingegnere Giovanni Pisano e al paziente e prezioso lavoro di Franco Compagni, che hanno operato per riportare l’opera alle condizioni originarie, intervenendo anche sui danni provocati nel tempo e, in particolare, da un incidente stradale.
«Era un lavoro che andava assolutamente realizzato – sottolinea Giovanni Pisano, all’epoca presidente del Rotary Club L’Aquila e tra i promotori dell’installazione dell’opera – per ridare luce a un’opera preziosa, che rappresenta un omaggio a quanti aiutarono L’Aquila e gli aquilani dopo il terremoto del 6 aprile 2009». “1 x l’altro” nasce infatti con un forte valore simbolico. L’opera rappresenta la riconoscenza della città dell’Aquila per la solidarietà ricevuta dalle associazioni e dai corpi nazionali intervenuti in occasione del sisma del 2009. Un segno permanente di gratitudine, affidato al linguaggio dell’arte contemporanea e inserito nel tessuto urbano della città.
Alla base del progetto vi è uno dei monumenti più rappresentativi dell’identità aquilana: la Fontana delle 99 cannelle.
Lo stesso Fabrizio Corneli ha raccontato come le sue visite all’Aquila siano state profondamente segnate dalla fontana di Rivera: «Sono rimasto fortemente impressionato dalla Fontana delle 99 cannelle. La forma irregolare, le alte mura in pietra e lo scroscio dell’acqua amplificato mi sembrano un inno al “fluire”».
Ma è soprattutto la decorazione delle pareti ad aver attirato l’attenzione dell’artista. L’alternanza irregolare delle pietre rosse e bianche, secondo Corneli, riesce a restituire visivamente il movimento dell’acqua.
«Sicuramente gli artefici sono i precursori dell’Optical Art!», osserva l’artista.
Da questa suggestione è nato il progetto della rotonda. Corneli ha trasferito il concetto del “fluire” dall’acqua allo spazio, immaginando una composizione capace di trasformarsi a seconda del punto di osservazione.
La scelta di utilizzare non una sola forma, ma due solidi con base triangolare equilatera, rivolti l’uno verso l’altro, è al centro del significato dell’opera. «Il messaggio doveva riguardare due forme – spiega Corneli –. La generosità e il donare riguardano sempre due entità».
Le due strutture, inoltre, sembrano creare una relazione reciproca e, osservate frontalmente, ricordano una porta socchiusa. Cambiando punto di vista, invece, le forme generano prospettive differenti e sorprendenti, nelle quali ritrovano progressivamente la propria simmetria.
È proprio questa relazione tra le due forme a dare senso al titolo “1 x l’altro”: un’opera che parla di reciprocità, solidarietà, incontro e riconoscenza.
Il riferimento alla Fontana delle 99 cannelle non si limita alla concezione del movimento. Corneli ne riprende, attraverso una libera interpretazione, alcuni degli elementi formali più riconoscibili: l’alternanza del bianco e del rosso, la geometria dell’apparato lapideo e il movimento delle formelle.
Una scelta cromatica che assume anche un preciso valore identitario. Il bianco e il rosso sono infatti colori fortemente legati alla storia e all’architettura monumentale dell’Aquila: dalla Fontana delle 99 cannelle alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, fino a numerosi edifici del centro storico.
L’opera di Corneli si inserisce così nel paesaggio urbano non come elemento estraneo, ma come una reinterpretazione contemporanea di alcuni dei caratteri più profondi della città.
Il restauro appena concluso restituisce oggi piena leggibilità a questo dialogo tra arte contemporanea, memoria e identità aquilana, riportando al centro della città un’opera nata per ricordare la grande solidarietà ricevuta dall’Aquila dopo il terremoto del 2009.
A distanza di oltre undici anni dalla sua inaugurazione, “1 x l’altro” torna dunque a svolgere la sua funzione di memoria e di riconoscenza, continuando a raccontare, attraverso le sue forme e la sua luce, il valore del dono e della solidarietà.
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