06 Ottobre 2026 - 10:42:45
di Tommaso Cotellessa
Preoccupazione dei sindacati per la modifica della legge regionale 36 del 2013 in materia di gestione dei rifiuti, che dovrebbe approdare all’esame del Consiglio regionale nella seduta dell’8 ottobre. Le organizzazioni sindacali chiedono l’apertura immediata di un confronto con la Regione e non escludono, in caso contrario, una mobilitazione a livello regionale.
A intervenire sono FP Cgil, UIL Trasporti, Fit Cisl e UGL Psa, che contestano in particolare la possibilità, nell’ambito di un assetto ottimale regionale, di creare a livello gestionale sub-ambiti provinciali o interprovinciali.
«Prendiamo atto, dagli organi di stampa, che al prossimo Consiglio regionale dell’8 ottobre andrà all’approvazione una modifica della legge regionale 36/2013 che, nel prevedere un ambito ottimale regionale, consente a livello di gestione la creazione di sub-ambiti provinciali o interprovinciali», spiegano le organizzazioni sindacali.
I sindacati ricordano come il Piano d’Ambito abbia finora individuato nel livello provinciale la dimensione dei sub-ambiti, con l’obiettivo di favorire la nascita, attraverso la fusione delle società esistenti, di aziende provinciali sufficientemente strutturate per competere con i grandi operatori nazionali ed europei nell’affidamento del servizio da parte dell’Agir.
Un processo che, secondo le sigle, potrebbe condurre alla costituzione di un’unica società per provincia nella gestione dei rifiuti solidi urbani, consentendo di «salvaguardare i livelli occupazionali e salariali» e, contemporaneamente, di ridurre le tariffe per i cittadini grazie alle economie di scala. La posizione dei sindacati resta quella di privilegiare realtà «virtuose ed interamente pubbliche».
Da qui le perplessità sulla modifica normativa. «Non comprendiamo cosa sia cambiato e perché ci sia la necessità di una modifica della legge regionale», affermano i segretari generali, paventando il rischio di incidere sulle fusioni già in corso nelle province e di «incentivare la frammentazione ed il nanismo societario».
Le organizzazioni lamentano inoltre l’assenza di un confronto preventivo con i rappresentanti dei lavoratori, parlando di «un sostanziale stravolgimento» rispetto al percorso intrapreso.
FP Cgil, UIL Trasporti, Fit Cisl e UGL Psa chiedono quindi un incontro urgente prima dell’approvazione della modifica, per valutarne le conseguenze sui dipendenti delle società del settore e sugli utenti.
«È necessario che vi sia quel confronto con le organizzazioni sindacali da noi richiesto proprio in Consiglio regionale nella discussione degli ambiti provinciali», concludono. «Chiediamo che si apra una seria riflessione che salvaguardi chi lavora nel settore attraverso una formale richiesta di incontro urgente. In caso contrario dovremo valutare anche una mobilitazione regionale».
Anche il sindacato Fiadel esprime forte preoccupazione per la proposta di modifica.
Pur non opponendosi a priori a un processo di riorganizzazione, il sindacato rifiuta una scelta esclusivamente amministrativa che rischi di frammentare nuovamente il settore.
Per questa ragione, la Fiadel richiede l’apertura immediata di un tavolo di confronto preventivo e trasparente con la Regione prima dell’approvazione legislativa, così da valutare le motivazioni industriali e l’impatto reale della riforma.
Qualsiasi nuovo assetto, avvisa la sigla, dovrà basarsi su aziende pubbliche solide e strutturate capaci di garantire investimenti, qualità del servizio e sostenibilità economica, tutelando al contempo i livelli occupazionali, i salari, le condizioni normative del CCNL e la sicurezza dei lavoratori.
In assenza di un dialogo effettivo, l’organizzazione si dichiara pronta ad attivare ogni iniziativa sindacale a difesa dei diritti del personale e della qualità del servizio pubblico.
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