06 Ottobre 2026 - 15:20:23
di Andrea Di Paolo
Direttrici est e ovest come direzione per sviluppare L’Aquila di domani, abbandonando l’ottica urbanocentrica che ha caratterizzato gli ultimi anni in virtù di una città composta da più poli di servizi e improntata sulla qualità della vita.
Sono le carte che, secondo l’ordine degli architetti dell’Aquila devono necessariamente essere giocate dall’amministrazione nella redazione del nuovo Piano Urbanistico Comunale, il PUC per cui la fase esplorativa si è conclusa con l’arrivo di settembre.
«Noi – spiega il presidente Luca Carosi – ne abbiamo individuate due di queste nuove polarità urbane, una vestina e una amiternina-sabina. Perché la città dell’Aquila è molto cambiata negli ultimi 20 anni, si è allungata enormemente nel post sisma 2009. Per cominciare a dialogare fra i comuni limitrofi e la città dell’Aquila – chiude Carosi – bisogna avere degli intenti comuni per quanto riguarda la programmazione di area vasta».
Fondamentale, quindi, ristabilire i rapporti tra le frazioni, i servizi e l’agricoltura, che ad oggi sarebbero pressoché assenti.
Il tutto per avviare una riflessione sul tentativo dei piani urbanistici tradizionali che, per gli intervenuti alla conferenza, avrebbe fallito il suo obiettivo.
«Non va bene il termine delocalizzare, non è corretto – apre l’architetto e urbanista Pierluigi Properzi – si tratta di costruire intorno a quelli che sono le centralità vestina e sabina, ad est e ovest della città, riqualificando eventualmente i nuclei industriali, per fornire supporto a tutti i centri frazionali che in genere occupano i margini di queste aree. Spesso – chiude – si trovano a mezza costa tra natura e l’agricoltura presente nelle parti pianeggianti».
A garantire la risoluzione delle criticità urbane messe in luce dal nuovo PUC, saranno le progettualità pubbliche, private e miste, che dopo aver attentamente scandagliato il quadro conoscitivo redatto, potrà finalmente aver chiare le priorità dell’Aquila di domani.
Tra armatura urbana, quadro conoscitivo e nuove progettualità, l’ordine ha detto la sua, e aspetta adesso una formale convocazione da parte dell’assessore delegato per mettere in piedi un piano d’azione improntato sulla ricerca di una nuova qualità di vita per i cittadini.
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