08 Ottobre 2026 - 13:53:58

di Marco Giancarli

Si è svolto questa mattina, in Regione Abruzzo, il tavolo istituzionale dedicato alla vertenza occupazionale Aura-Stemin, una vicenda che coinvolge 46 lavoratori e le rispettive famiglie e che rappresenta una questione di particolare rilevanza per il futuro produttivo e occupazionale del territorio aquilano.

All’incontro hanno partecipato le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, l’assessore regionale al Lavoro Tiziana Magnacca, il consulente della società Stemin, l’avvocato Della Rocca, designato dall’autorità giudiziaria, e il Comune dell’Aquila, rappresentato da Fabio Frullo. 

Nel corso della riunione è stata confermata la proposta della nuova proprietà di procedere all’assunzione immediata di 25 lavoratori, prevedendo il successivo inserimento di ulteriori 12 unità una volta raggiunto il pieno regime dell’attività produttiva.

Per i restanti 9 lavoratori è stata prospettata la possibilità di ricorrere a strumenti di tutela occupazionale, tra cui contratti di solidarietà e percorsi di accompagnamento alla pensione, da verificare sotto il profilo della concreta applicabilità.

Rimane tuttavia aperta una questione decisiva per il buon esito dell’operazione, ovvero il rapporto con il Tecnopolo e le condizioni economiche richieste per l’utilizzo degli immobili. 

La società Stemin ha infatti manifestato la propria indisponibilità a sostenere un canone di locazione pari a 50.000 euro mensili, ritenuto incompatibile con la sostenibilità economica del nuovo insediamento produttivo.

«Siamo di fronte a un passaggio estremamente delicato, nel quale occorre mettere al centro il lavoro, le persone e il futuro industriale della nostra città», ha detto il consigliere comunale delegato al Lavoro Fabio Frullo. «La prospettiva di riassorbire progressivamente 37 lavoratori rappresenta un elemento concreto sul quale continuare a lavorare, ma il nostro obiettivo deve rimanere quello di individuare una soluzione anche per le restanti nove persone. Nessun lavoratore deve essere considerato un semplice numero all’interno di una trattativa».

Particolare preoccupazione desta inoltre il rischio di revoca dell’autorizzazione necessaria all’esercizio dell’attività, che costituisce uno degli elementi fondamentali del valore industriale dell’azienda. Un’eventuale perdita di tale autorizzazione potrebbe compromettere seriamente la possibilità di rilancio produttivo e rendere ancora più complessa la salvaguardia dei livelli occupazionali.

«Non possiamo permettere che una vertenza che presenta ancora concrete possibilità di soluzione si trasformi in una crisi irreversibile per l’impossibilità di raggiungere un accordo sulle condizioni di utilizzo degli immobili. Il Tecnopolo insiste su un patrimonio di proprietà comunale e riteniamo necessario verificare ogni possibile soluzione, nel rispetto delle legittime esigenze di tutte le parti, affinché quelle strutture continuino a rappresentare un’opportunità di sviluppo e di occupazione per L’Aquila».

Per questa ragione, nel corso del tavolo istituzionale, il Comune dell’Aquila ha assunto l’impegno di avviare un’interlocuzione con il Tecnopolo, finalizzata ad approfondire le criticità economiche e contrattuali e a ricercare condizioni che possano consentire l’insediamento della società Stemin, scongiurando il rischio di un esito fallimentare della vertenza.

«La tutela del patrimonio pubblico e la salvaguardia dell’occupazione – prosegue il consigliere di Azione – non devono essere obiettivi contrapposti. È necessario trovare un punto di equilibrio che garantisca la sostenibilità della gestione degli immobili e, contemporaneamente, favorisca la continuità delle attività produttive. Per questo intendiamo promuovere un confronto serio e tempestivo con i soggetti interessati, verificando tutte le soluzioni giuridicamente ed economicamente percorribili».

Frullo ribadisce infine la necessità di mantenere alta l’attenzione istituzionale sulla vicenda e di proseguire il confronto con la Regione Abruzzo, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti aziendali.

«L’Aquila ha già conosciuto il prezzo delle crisi industriali e della perdita di posti di lavoro. Ogni attività produttiva che rischia di scomparire – ha concluso Frullo – rappresenta non soltanto un problema per i lavoratori direttamente coinvolti, ma anche un impoverimento dell’intero tessuto economico cittadino. Il nostro impegno è quello di utilizzare tutti gli strumenti istituzionali a disposizione per favorire una soluzione concreta, sostenibile e capace di dare prospettive occupazionali stabili. Il tempo delle attese deve lasciare spazio a quello delle soluzioni».