11 Ottobre 2026 - 16:13:58

di Tommaso Cotellessa

La regione è al 15° posto in Italia per numero di colonnine pubbliche. Nel 2025 contributi fino a 11mila euro per l’acquisto di auto elettriche, ma resta il nodo dell’accessibilità economica.

La mobilità elettrica continua a farsi strada anche in Abruzzo, dove alla fine del 2025 risultavano installati 1.271 punti di ricarica pubblici, un dato che colloca la regione al quindicesimo posto nella graduatoria nazionale per infrastrutture dedicate ai veicoli elettrici. Una rete in progressivo consolidamento che rappresenta un elemento importante per la diffusione di una mobilità più sostenibile, ma che da sola non basta a favorire il passaggio dalle auto tradizionali a quelle elettriche.

A evidenziarlo è un’analisi di MANIRENT, che mette in relazione la disponibilità delle infrastrutture con l’accessibilità economica dei veicoli, individuando proprio in questi due fattori le principali condizioni per una diffusione più ampia dell’elettrico.

Se da un lato la presenza delle colonnine contribuisce a ridurre le difficoltà legate alla ricarica, dall’altro il prezzo d’acquisto continua a rappresentare un ostacolo significativo per numerose famiglie. Un problema sul quale, nel corso del 2025, è intervenuto il sistema di incentivi statali previsto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Il provvedimento prevedeva contributi fino a 11mila euro per i nuclei familiari con ISEE non superiore a 30mila euro, mentre per quelli con un indicatore compreso tra 30mila e 40mila euro il beneficio poteva raggiungere i 9mila euro. Le agevolazioni erano subordinate al rispetto di specifici requisiti, tra cui un prezzo massimo di listino del veicolo di 35mila euro, IVA e optional esclusi.

Secondo l’analisi di MANIRENT, proprio l’entità degli incentivi dimostra quanto il sostegno pubblico possa incidere concretamente sulla possibilità di acquistare un’automobile elettrica. Per una famiglia con un ISEE di 35mila euro, ad esempio, un contributo di 9mila euro poteva ridurre sensibilmente la spesa iniziale, rendendo più competitivo il confronto con i veicoli ad alimentazione tradizionale.

Si tratta, tuttavia, di agevolazioni riferite al 2025 e non più disponibili, che costituiscono oggi un elemento di valutazione per comprendere le prospettive del settore.

Il quadro abruzzese mette dunque in evidenza due aspetti complementari della transizione energetica. Da una parte la necessità di potenziare e rendere sempre più capillare la rete di ricarica, dall’altra quella di garantire condizioni economiche che consentano a una platea più ampia di cittadini di accedere alle nuove tecnologie.

Una relazione che interessa non soltanto le famiglie, ma anche concessionari, costruttori e operatori del noleggio, chiamati ad adeguare le proprie offerte alle esigenze di un mercato in trasformazione.

La sfida per il 2026, secondo la lettura proposta da MANIRENT, è quindi quella di far procedere di pari passo lo sviluppo infrastrutturale e l’accessibilità economica. I 1.271 punti di ricarica presenti in Abruzzo rappresentano una base importante, ma il futuro della mobilità elettrica dipenderà soprattutto dalla capacità di trasformare questa disponibilità in un’alternativa concretamente sostenibile per le famiglie.

Non sarà dunque soltanto il numero delle colonnine a determinare la diffusione dell’elettrico, ma anche la possibilità per i cittadini di affrontare i costi iniziali e di utilizzare quotidianamente i veicoli senza difficoltà.