13 Ottobre 2026 - 17:31:07
di Vanni Biordi
La riforma del servizio idrico abruzzese attende l’ultimo passaggio in Giunta regionale. La legge regionale 12 del 2026 consente di dividere l’ambito territoriale unico in un massimo di due sub-ambiti.
L’Ersi ha proposto le aree “Gran Sasso” e “Majella-Morrone”. Il 5 agosto le commissioni consiliari hanno espresso parere favorevole, ma la delibera della Giunta non risulta ancora adottata.
Per Sara Marcozzi, già presidente della commissione d’inchiesta sull’emergenza idrica e oggi responsabile regionale dipartimento ambiente e territorio di Forza Italia, i due bacini devono essere una tappa verso un gestore unico regionale.
Oggi il servizio è organizzato attraverso sei enti, con differenze che rendono difficile coordinare gli investimenti e contenere i costi.
L’obiettivo, afferma, è una gestione pubblica su scala regionale. Il passaggio ai sub-ambiti non basterà a produrre risparmi. Servono acquisti centralizzati, una centrale di committenza per ciascun bacino e criteri condivisi per individuare le perdite. Se le società manterranno gli assetti attuali, i confini rischieranno di restare una modifica formale. All’Ersi spetterà vigilare e accompagnare i gestori verso l’integrazione. Gli investimenti dovranno seguire parametri verificabili.
Marcozzi indica la quota d’acqua dispersa, le interruzioni e l’età delle condotte per stabilire le priorità, evitando che le risorse siano distribuite in base al peso politico dei territori. Gli stessi criteri, sostiene, devono guidare i fondi del Pnrr e del ministero delle Infrastrutture. La razionalizzazione richiede di accentrare nei sub-ambiti pianificazione finanziaria, tariffe e grandi appalti, lasciando ai gestori la responsabilità operativa. I risparmi sui costi amministrativi dovrebbero finanziare la manutenzione delle reti o contenere le bollette.
Senza risultati, avverte Marcozzi, il riordino rischia di cambiare l’organizzazione senza migliorare il servizio. Se entro cinque anni perdite e tempi degli investimenti non diminuiranno, la responsabilità sarà condivisa tra gestori, Ersi e politica. La delibera della Giunta resta il passaggio necessario per avviare il nuovo assetto.
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