17 Ottobre 2026 - 14:37:38

di Andrea Di Paolo

Sono Milano, Roma e Monza i 3 comuni dove, secondo lo studio pubblicato dalla CGIA di Mestre, la pressione del fisco è maggiormente sentita.

Se ogni contribuente della città metropolitana lombarda ha versato in media oltre 9 mila euro all’erario, nella capitale si scende a quota 7.500. La pressione fiscale, con la discesa del reddito medio dichiarato, scende lungo le aree del sud Italia, con Ragusa che si classifica ultima, con meno di 3700 euro di imposta media.

Le principali città abruzzesi occupano posizioni non eccessivamente distanti, che spaziano dagli oltre 5300 euro di Pescara, in posizione numero 46 in Italia, ai 4500 euro di Teramo, che chiude all’82esimo posto.

L’Aquila si piazza 53esima con 5200 euro di imposta media mentre Chieti registra un 76esimo posto, con 4600 euro di Irpef media. A preoccupare maggiormente, seppure si tratta di un’imposta proporzionata ai redditi dichiarati, è la crescita della pressione generale, che in Italia si attesta al 43 %, in aumento dello 0,1% rispetto al 2025. Le famiglie e le micro imprese, però, si sarebbe addirittura ridotto negli ultimi anni, con la crescita del gettito fiscale che si motiva principalmente nell’aumento del contributo da parte di grandi soggetti economici come banche, compagnie assicurative e grandi imprese. Anche il carico sui neoassunti sarebbe cresciuto con la misure approvate dal Governo, che ha potuto contare su oltre un milione di nuovi occupati.

Centrale, spiega la CGIA, anche la riduzione dell’aliquota con la legge di bilancio 2026. Il calo dai 35 punti percentuali del 2025 ai 33 di quest’anno, infatti, consentiranno ai contribuenti italiani di risparmiare sulla tassazione un totale di poco inferiore ai 3 miliardi di euro.