20 Ottobre 2026 - 17:22:30
di Martina Colabianchi
La paralisi dei trasporti sta interessando anche il comprensorio del Fucino.
Si tratta di un’emergenza che va oltre l’impatto economico per le singole imprese: costituisce una vera e propria minaccia per la tenuta degli approvvigionamenti e per l’autosufficienza alimentare dell’intero Paese, mettendo a rischio la fornitura di beni di prima necessità per milioni di cittadini.
A dirlo è Fabrizio Lobene, presidente di Confagricoltura Abruzzo, che ha inviato una comunicazione urgente ai vertici regionali e nazionali. «Fermare con blocchi forzati, intimidazioni e atti di sabotaggio i mezzi diretti verso i mercati, la Grande Distribuzione e le industrie di trasformazione del Centro-Sud significa interrompere a tutti gli effetti un servizio di pubblica utilità», spiega Lobene.
L’imprenditore agricolo non svolge infatti una semplice attività commerciale, ma rappresenta il primo e insostituibile garante della sicurezza e della sovranità alimentare nazionale: assicurare ogni giorno cibo fresco sugli scaffali è un presidio sociale strategico che lo Stato, per Confagricoltura, ha il dovere di proteggere.
«Carissimi – scrive il presidente di Confagricoltura ai vertici regionali -, segnalo che dal FUCINO, in piena raccolta degli ortaggi, non parte più nulla verso i mercati, le piattaforme della GDO, le imprese agroalimentari di lavorazione e condizionamento e trasformazione di prodotti agricoli situati nel Centro e Sud Italia. Accanto ai prodotti deperibili, in pratica tutte le verdure a foglia, pomodori e finocchi, ci sono carote e patate. In questo periodo il nostro comprensorio assicura, ai consumatori italiani, il 60% dei prodotti orticoli. I nostri associati ci segnalano blocchi stradali praticati da manifestanti che usano anche pratiche illegali come la foratura di pneumatici a chi vuole transitare. Ricordiamo che con il riempimento degli scaffali dei negozi l’imprenditore agricolo assicura un servizio pubblico indispensabile e, a tutti gli effetti, da tutelare. A questi livelli non bastano più comunicati stampa ma richieste al Governo nazionale con assoluta urgenza:
• del ripristino dell’ordine pubblico,
• della sospensione delle accise dei carburanti,
• della sospensione dei contributi agricoli dipendenti e autonomi,
• della sospensione degli interessi passivi dei mutui».
«Lasciare che il 60% della produzione orticola nazionale marcisca nei magazzini o resti bloccata sui piazzali per l’impossibilità di circolare liberamente e in sicurezza rappresenta un paradosso inaccettabile. Confagricoltura Abruzzo ribadisce che difendere il lavoro degli agricoltori del Fucino significa difendere l’autonomia alimentare dell’Italia, senza il ripristino immediato della legalità sulle strade e senza misure straordinarie che abbattano il peso insostenibile dei costi energetici, previdenziali e finanziari, a pagare il prezzo più alto saranno l’intera filiera agroalimentare e le famiglie italiane», conclude la nota.
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