22 Ottobre 2026 - 10:12:06
di Redazione
È stato approvato all’unanimità dal Consiglio regionale d’Abruzzo l’emendamento alla Legge Regionale 9 luglio 2016, n. 21, che elimina il termine “Mastino” e stabilisce la corretta denominazione di “Cane da Pastore Abruzzese“.
Lo rende noto il capogruppo di Fratelli d Italia, Massimo Verrecchia.
«Si tratta di una modifica attesa da molto tempo, che corregge un’imprecisione terminologica presente nella normativa regionale e riconosce pienamente l’identità del nostro cane bianco da custodia delle greggi, simbolo della tradizione pastorale abruzzese e parte integrante del patrimonio culturale della nostra Regione», commenta il capogruppo.
«L’approvazione all’unanimità di questo emendamento, condiviso anche dal vice presidente della Giunta regionale, Emanuele Imprudente, rappresenta un risultato importante, che arriva al termine di un percorso portato avanti da anni – dichiara ancora Verrecchia –. Ho firmato e sostenuto questa proposta perché ritengo necessario che la legge regionale utilizzi finalmente la denominazione corretta: Cane da Pastore Abruzzese. Il termine “Mastino”, ormai desueto e fonte di confusione, non descrive adeguatamente la natura, la funzione e la storia di questo straordinario animale».
L’iniziativa recepisce le istanze avanzate da tempo dal mondo cinofilo e dalle realtà impegnate nella tutela della razza. Già nel 2017, l’Assemblea generale dei soci del circolo del Pastore maremmano abruzzese aveva richiesto la modifica della denominazione ufficiale, mentre nel 2019 anche i gruppi cinofili abruzzesi dell’ENCI avevano espresso il proprio sostegno all’iniziativa.
«Con questo emendamento – prosegue – diamo finalmente seguito a una istanza fondata e condivisa, superando una denominazione non più appropriata e valorizzando il legame profondo tra il cane da pastore e la nostra identità territoriale. Non è soltanto una questione di parole: è una scelta che riguarda la cultura, la storia e le tradizioni dell’Abruzzo, oltre al rispetto per chi, da generazioni, si impegna nella tutela di questa razza. Ringrazio i colleghi consiglieri che hanno condiviso e sostenuto la proposta. È un segnale di attenzione verso il nostro patrimonio culturale e verso una tradizione che merita di essere preservata e tramandata alle future generazioni», conclude Verrecchia.
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