22 Ottobre 2026 - 17:00:21
di Tommaso Cotellessa
«Cosa sta succedendo davvero nel nostro Paese?» È questa la domanda, prima ancora che politica, che il consigliere regionale del Partito Democratico Pierpaolo Pietrucci rivolge al Governo nazionale, intervenendo sul clima di crescente tensione sociale e sulle manifestazioni di protesta che stanno attraversando l’Italia. Al centro della riflessione, il caro vita, l’aumento dei prezzi, le difficoltà economiche delle famiglie e il malessere di una generazione che fatica a intravedere prospettive per il proprio futuro.
«Cosa spinge tantissimi giovani a scendere in piazza con rabbia? Cosa c’è dietro un malessere che cresce, dietro la frustrazione di chi non vede un futuro, di chi non trova un lavoro dignitoso, di chi si sente ignorato e senza prospettive?», si domanda Pietrucci, sollecitando una riflessione più profonda sulle condizioni di vita degli italiani e sulle cause del disagio sociale.
Il consigliere dem prende le distanze dagli episodi di violenza che hanno accompagnato alcune manifestazioni, sottolineando tuttavia come la sola condanna dei disordini non possa rappresentare una risposta sufficiente da parte delle istituzioni.
«Si condannano i ragazzi che rompono le vetrine. Si parla di disordini, di violenza, di danni da punire. E giustamente, perché la violenza non può essere la risposta a tutto. La violenza per me non è mai giustificabile», afferma Pietrucci, che invita però a non fermarsi alla superficie degli avvenimenti.
Il vero nodo, secondo l’esponente del Partito Democratico, è la crescente distanza tra le istituzioni e le difficoltà quotidiane dei cittadini. Una condizione che riguarda non soltanto i giovani, ma anche lavoratori, pensionati e famiglie sempre più in difficoltà nel sostenere le spese essenziali.
«Mentre questo governo di destra si limita a condannare chi rompe una vetrina, chi ascolta le famiglie che non arrivano nemmeno a metà mese? Chi si preoccupa dei lavoratori che, pur lavorando, non riescono a pagare le bollette? Dei pensionati costretti a scegliere tra medicine e spesa? Dei giovani che non riescono a costruirsi una vita?», incalza il consigliere regionale, richiamando anche il fenomeno dell’emigrazione giovanile.
Pietrucci pone così l’accento su una contraddizione: mentre gli episodi di violenza nelle piazze conquistano immediatamente l’attenzione mediatica e politica, le difficoltà economiche e sociali che attraversano quotidianamente migliaia di famiglie rischiano di rimanere invisibili.
«Una vetrina rotta si vede. La disperazione di una famiglia, invece, spesso resta nascosta tra le mura di casa. La rabbia in strada fa notizia, ma quella di chi non sa come arrivare a fine mese rimane troppo spesso inascoltata».
Da qui l’invito al Governo ad andare oltre la condanna delle violenze, interrogandosi sulle ragioni profonde della protesta e individuando risposte concrete alle disuguaglianze economiche e sociali.
«Condannare un gesto è facile. Più difficile è interrogarsi sulle cause del malessere sociale e assumersi la responsabilità di affrontarle. La violenza non si giustifica, ma nemmeno si può pensare di risolvere tutto con una condanna, senza provare a capire cosa stia accadendo nella società».
Per Pietrucci, dunque, la questione è anzitutto politica e riguarda la capacità delle istituzioni di restituire fiducia e prospettive ai cittadini, attraverso politiche capaci di garantire lavoro, opportunità, integrazione e dignità.
«Un Paese non si governa soltanto con le punizioni. Si governa soprattutto dando speranza, opportunità, lavoro, integrazione e dignità alle persone. In una parola, riducendo le disuguaglianze».
La riflessione si conclude con un interrogativo che il consigliere regionale rivolge direttamente all’esecutivo: «Vogliamo limitarci a condannare la rabbia o vogliamo finalmente ascoltare il disagio che c’è dietro? Perché le vetrine si possono riparare. Ma come si ripara la fiducia di un popolo che non riesce più a vivere serenamente?».
«Un governo dovrebbe preoccuparsi non soltanto di ciò che accade nelle piazze, ma anche di ciò che accade ogni giorno nelle case degli italiani», conclude Pietrucci.
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