25 Ottobre 2026 - 17:25:53
di Tommaso Cotellessa
«Il richiamo del precedente gestore Avincis per garantire il servizio di elisoccorso all’Aquila, dopo le due gare andate deserte e la successiva trattativa privata che aveva portato all’affidamento a Elitaliana, conferma che qualcosa nella gestione di questa vicenda non ha funzionato. Sono settimane che denunciamo criticità, solleviamo dubbi e chiediamo chiarimenti senza ricevere risposte adeguate. Oggi la Regione sembra costretta a tornare sui propri passi. Avevamo ragione a denunciare le criticità, ma adesso vogliamo soprattutto conoscere la verità: che cosa è accaduto, perché sono state compiute determinate scelte e quali conseguenze avranno sulla sicurezza degli abruzzesi e sull’impiego delle risorse pubbliche?».
Lo ha detto il consigliere regionale del Partito Democratico Pierpaolo Pietrucci, intervenendo tornando a parlare della nuova organizzazione del servizio di elisoccorso regionale, che prevederebbe il ritorno di Avincis alla base di Preturo e la permanenza di Elitaliana a Pescara.
«La notizia del richiamo di Avincis – ha proseguito Pietrucci – è particolarmente significativa. Dopo aver affidato il servizio al nuovo gestore, la Regione sarebbe ora costretta a rivolgersi nuovamente alla società che lo aveva assicurato in precedenza, proprio per garantire le esigenze operative della base aquilana e del soccorso in montagna. È difficile non vedere in questa decisione la conferma della fondatezza delle preoccupazioni che abbiamo espresso fin dall’inizio. Ma non basta correggere una scelta per cancellare le responsabilità di chi l’ha compiuta».
Per il consigliere dem, «Il punto non è aver avuto ragione ma è conoscere la verità su una vicenda che riguarda un servizio sanitario essenziale e l’utilizzo di milioni di euro di denaro pubblico. Come è stato possibile arrivare a due gare deserte e poi a una trattativa privata? Su quali valutazioni è stato deciso il nuovo affidamento? Perché, dopo così poco tempo, si rende necessario richiamare il precedente gestore? Quali condizioni economiche e contrattuali vengono oggi definite per assicurare il servizio? Sono domande alle quali la Regione deve rispondere in maniera puntuale e documentata».
Per Pietrucci però «non è possibile considerare risolto il problema soltanto perché si starebbe individuando una soluzione per Preturo. Restano dubbi e perplessità sull’efficacia del servizio nell’area di Chieti e Pescara, dove opererebbe il nuovo gestore con un diverso elicottero rispetto a quello precedentemente impiegato. Anche su questo occorrono risposte chiare: la Regione deve garantire che il nuovo assetto assicuri ovunque gli standard operativi e di sicurezza necessari, senza differenze nella tutela dei cittadini dei diversi territori. E in tutta questa vicenda non c’è ancora traccia del volo notturno, né delle risorse che la Regione dovrebbe stanziare per renderlo operativo. Mentre ormai quasi tutte le altre regioni italiane dispongono di questa possibilità, l’Abruzzo continua a non dare risposte su un servizio fondamentale per garantire interventi tempestivi anche nelle ore notturne, soprattutto nelle aree interne e montane. Non basta riorganizzare gli elicotteri e cambiare i gestori: occorre investire per ampliare concretamente le capacità di soccorso. Vogliamo sapere se esista un programma per attivare il volo notturno, con quali tempi e soprattutto con quali risorse».
«La Regione deve dire la verità su quanto è accaduto e su ciò che intende fare adesso. Non molleremo finché non sarà fatta piena chiarezza sull’utilizzo delle risorse pubbliche e finché non avremo garanzie sull’efficacia e sulla sicurezza del servizio di elisoccorso in tutto l’Abruzzo».
Poi la chiosa finale: «Qui non si tratta soltanto di contratti e affidamenti. Sono in gioco la salute e la sicurezza degli abruzzesi, in particolare di chi vive, lavora e frequenta le nostre montagne, e la sicurezza degli operatori impegnati nei soccorsi. Sono responsabilità troppo importanti perché la Giunta regionale possa pensare di gestirle senza trasparenza e senza rendere conto delle proprie scelte», conclude Pietrucci.
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