26 Ottobre 2026 - 11:52:07
di Marianna Galeota
«Il Fondo sanitario da decenni viene ripartito con un meccanismo che noi consideriamo iniquo e frutto di uno squilibrio strutturale nella distribuzione delle risorse. Due terzi delle Regioni a statuto ordinario chiedono al Governo e al ministro della Salute di intervenire per modificarlo».
Lo ha detto intervenendo a margine del Festival delle Regioni a Firenze, Marco Marsilio, il presidente dell’Abruzzo, regione capofila in questa battaglia.
«Il 98,5% del Fondo viene ripartito in base pro capite. Questo significa che non si tiene conto del fatto che un cittadino abiti al centro di una grande metropoli, dove l’elevata densità demografica favorisce il contenimento dei costi, perché un ospedale serve centinaia di migliaia di persone, mentre in una provincia come L’Aquila, con circa 300.000 abitanti distribuiti su un territorio montuoso, bisogna moltiplicare i punti di somministrazione, perché i cittadini vivono in Comuni distanti decine di chilometri l’uno dall’altro», ha spiegato Marsilio.
Il criterio attuale, precisa, «ha favorito le Regioni con una popolazione più numerosa e un’alta densità demografica”, ha aggiunto. La proposta dell’Abruzzo punta a introdurre criteri correttivi che considerino, oltre alla densità demografica, anche l’età della popolazione e la deprivazione sociale. Le persone più anziane sono più soggette a malattie e costano di più alla sanità pubblica. La povertà, soprattutto nel Sud, si traduce in una minore aspettativa di vita».
La discussione è ancora aperta, se ne è discusso ieri in Commissione Salute della conferenza delle Regioni e se ne discuterà anche oggi.
«Cercheremo di vedere – conclude – se c’è un punto di mediazione possibile con le Regioni che non hanno ancora aderito a questa proposta e che difendono lo status quo, ovvero quelle più popolose come Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia e Lazio».
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