27 Ottobre 2026 - 17:46:17
di Angelo Liberatore
Da inizio novembre Tua è pronta a far scattare gli aumenti per gli abbonamenti settimanali e mensili che riguardano la tratta L’Aquila-Roma.
La questione è stata trattata durante una riunione della commissione regionale di vigilanza. Presenti rappresentanti della società di trasporto, il sindacato Cgil che sta seguendo da vicino la situazione ed anche una delegazione di pendolari. Lavoratori oppure studenti, e non si tratta solo di aquilani che vanno verso la capitale ma anche di chi fa il percorso opposto.
È il caso di Francesco Gianni, che studia al conservatorio Casella e si muove da Roma.
«Ci sarà un rincaro da 160 euro a 195 per gli abbonamenti mensili, invece quelli settimanali da 50 a 65 – spiega, e poi continua – da Tua dicono che il rincaro riguarderà soltanto questi abbonamenti, ma sono quelli che utilizziamo di più noi pendolari. Tra l’altro molto spesso si verifica che, per tornare a Roma, l’autobus delle 17:15 è sempre pieno: mi chiedo se agli aumenti di prezzo corrisponderà anche un aumento di bus e pullman».
Gli aumenti dei costi avrebbero un impatto pesantissimo e vanno bloccati – spiegano da Cgil Invece si dovrebbe lavorare per migliorare un servizio che ad oggi presenta diverse lacune.
«In prima battuta – spiega Domenico Fontana di Filt-Cgil L’Aquila – chiediamo di fermare questi rincari, che partono dal primo novembre e peraltro già attuati dagli altri operatori privati: una situazione che ha fatto aumentare il volume passeggeri sui mezzi di Tua».
«Chiediamo di bloccare gli aumenti – prosegue Fontana – perché avranno effetti devastanti sulla quotidianità di lavoratori e studenti pendolari. Persone già afflitte dal caro vita, dal caro energia e da salari purtroppo troppo bassi: è quindi una misura che noi riteniamo impossibile da applicare». «In seconda battuta – ancora parole di Fontana – si deve ragionare sull’aumento delle frequenze delle corse: ad oggi abbiamo pendolari che rimangono a piedi in orari impossibili ed abbiamo buchi di frequenze importanti. Nel primo pomeriggio se si perde una corsa alle 17 bisogna aspettare le 19:15, al mattino si deve considerare la fascia oraria 6:30-7. Insomma i pendolari sono costretti ad assembrarsi e molto spesso rimangono a piedi».
Questa la situazione ed i correttivi che potrebbero essere adottati nel breve periodo. In un orizzonte temporale più lungo, invece, si dovrebbe pensare (e farlo sarebbe compito della Regione) di rivedere la logica di servizio a cui risponde la tratta su gomma L’Aquila-Roma-L’Aquila. Puntualizza Domenico Fontana di Filt-Cgil:
«Noi pensiamo che, nel ragionamento che il prossimo anno la regione Abruzzo dovrà impostare per riaffidare di nuovo il servizio in house a Tua, vada rivista la geografia dei servizi essenziali e soprattutto dare contributi economici a quelle tratte che oggi hanno necessità di fondi pubblici. Il mercato non copre tutte le fasce orarie – conclude Fontana – quindi è evidente che, in alcune parti della giornata, vi è un fallimento del mercato e quindi è giusto che ci sia un intervento pubblico».
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