28 Ottobre 2026 - 10:06:56

di Tommaso Cotellessa

Dopo diciassette anni dal terremoto del 2009, lo storico sipario del Teatro Comunale “Nazzareno De Angelis” dell’Aquila torna nella sua sede originaria. Il prezioso manufatto ottocentesco, recuperato dopo il sisma e sottoposto a un delicato intervento di restauro, sarà nuovamente collocato nel teatro cittadino alla vigilia della riapertura ufficiale, prevista per il 17 novembre alla presenza del ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

Un ritorno che assume un significato particolare nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura 2026: insieme alla riapertura di uno dei luoghi simbolo della vita culturale cittadina, la città ritrova anche un’opera d’arte che custodisce una parte importante della propria memoria storica. Il progetto di restauro è stato curato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province dell’Aquila e di Teramo, che ha garantito il finanziamento dell’intervento e svolto il ruolo di stazione appaltante.

Il restauro è stato ultimato presso il Teatro Comunale “Fedele Fenaroli” di Lanciano, grazie alla collaborazione delle amministrazioni comunali che negli anni hanno assicurato la propria disponibilità. L’intervento è stato seguito dai funzionari della Soprintendenza Antonio David Fiore, storico dell’arte, e Fernanda Falcon Martinez, restauratrice. Il sipario sarà visibile al pubblico una volta completato l’allestimento attualmente presente sul palcoscenico.

La storia dell’opera risale ai primi decenni dell’Ottocento. A realizzarla fu il pittore boemo Franz Hill, autore anche di importanti affreschi nella Reggia di Caserta, che dipinse il sipario poco prima del 1820 per la Sala Olimpica del complesso di Sant’Agostino. Dopo la demolizione della sala, avvenuta nel 1857, il manufatto venne trasferito nel nascente Teatro Comunale, diventando parte integrante del patrimonio artistico e scenico dell’Aquila.

L’opera si estende su una superficie di circa 100 metri quadrati di stoffa e raffigura i guerrieri amiternini intenti a prepararsi al combattimento, in una scena ispirata al settimo libro dell’Eneide di Virgilio. La composizione richiama l’antica storia del territorio attraverso una rappresentazione ricca di dettagli: dai volti dei personaggi alle vesti, dai colori della scena fino al tempio greco con colonne doriche che occupa la parte centrale.

Con il ritorno del sipario, il Teatro Comunale si prepara così a riaprire le proprie porte restituendo alla città non soltanto uno spazio culturale, ma anche un elemento significativo della sua identità artistica e storica. La cerimonia del 17 novembre sarà accompagnata da un programma di iniziative pensato per consentire alla cittadinanza di riappropriarsi progressivamente dei propri spazi culturali.