29 Ottobre 2026 - 09:28:27
di Tommaso Cotellessa
Il destino dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Vasto e Lanciano resta appeso a un filo sempre più sottile. La vicenda si arricchisce di un nuovo capitolo, dopo che l’emendamento presentato per garantire la salvaguardia dei quattro presidi giudiziari è stato dichiarato inammissibile dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati.
La questione è emersa durante l’esame del decreto-legge n. 168 del 2026 in materia di giustizia. L’emendamento, presentato dal deputato di Fratelli d’Italia Guerino Testa e sostenuto anche dal Partito Democratico, avrebbe dovuto offrire una soluzione per scongiurare la chiusura dei tribunali abruzzesi.
A denunciare quanto accaduto è il senatore del Partito Democratico Michele Fina, che ha definito la vicenda «politicamente e istituzionalmente sconcertante».
«Il Partito Democratico aveva scelto responsabilmente di sostenere una proposta della maggioranza, nella convinzione che ci fosse una reale volontà politica di risolvere il problema», spiega Fina. Da qui le perplessità per la decisione del presidente della Commissione Giustizia, Ciro Maschio, esponente di Fratelli d’Italia, di dichiarare inammissibile l’emendamento presentato da un deputato dello stesso partito.
«Siamo al paradosso: un esponente di Fratelli d’Italia si vede dichiarare inammissibile una proposta presentata da un deputato del suo stesso partito, sottoscritta anche dalle opposizioni proprio per favorire una soluzione condivisa. A questo punto è legittimo chiedersi se quell’emendamento fosse stato davvero concordato con il Governo e con la maggioranza e se tra esponenti dello stesso partito si parlino. Perché, se non lo era, siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di una destra incapace di trasformare le proprie promesse in atti concreti».

Il senatore dem rivendica la scelta del suo partito di sostenere l’iniziativa, mettendo da parte le contrapposizioni politiche. «Nei giorni scorsi avevamo compiuto un gesto di responsabilità istituzionale e di generosità politica, sottoscrivendo un emendamento di Fratelli d’Italia per salvaguardare i tribunali di Avezzano, Sulmona, Vasto e Lanciano. Lo abbiamo fatto mettendo al primo posto gli interessi dell’Abruzzo, delle cittadine e dei cittadini, delle operatrici e degli operatori della giustizia, degli avvocati e delle comunità coinvolte. Oggi ci ritroviamo davanti a interrogativi ancora più pesanti sul futuro di questi presidi giudiziari».
A rendere il quadro ancora più incerto è lo stallo del disegno di legge sulla riforma della geografia giudiziaria, fermo a causa delle divisioni interne alla maggioranza sull’istituzione del tribunale di Bassano del Grappa. Secondo Fina, le stesse tensioni che impediscono di portare avanti una riforma organica avrebbero compromesso anche il tentativo di intervenire attraverso il decreto Giustizia.
Nel frattempo, il tempo stringe. La proroga che consente la sopravvivenza degli uffici giudiziari abruzzesi è destinata a scadere il 31 dicembre 2026. In assenza di un intervento concreto, il rischio è quello di arrivare alla chiusura definitiva dei quattro tribunali, con pesanti ripercussioni sull’accesso alla giustizia e su territori che hanno già pagato un prezzo elevato in termini di servizi e presidi pubblici.
Fina richiama quindi l’attenzione sugli appelli dei presidenti degli Ordini degli avvocati e dei sindaci riuniti nel coordinamento per la salvaguardia dei tribunali, che anche in queste ore hanno ribadito la necessità di una soluzione definitiva. «Non si può continuare a rassicurare le comunità abruzzesi senza assumersi la responsabilità di decisioni conseguenti», sottolinea.
Nel mirino del senatore finiscono anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, eletta in Abruzzo, il presidente della Regione Marco Marsilio e i rappresentanti locali di Fratelli d’Italia, a partire dal capogruppo regionale Verrecchia, che un anno fa aveva dichiarato di aver salvato i tribunali.
«Devono ora spiegare che cosa sia realmente accaduto e, soprattutto, che cosa intendano fare. Perché oggi quei tribunali non sono affatto al sicuro e il rischio di una chiusura definitiva è tutt’altro che scongiurato», afferma Fina.
La richiesta rivolta al Governo e alla maggioranza è quella di indicare subito una strada concreta, con tempi certi e impegni verificabili. «Se l’emendamento era inammissibile, potevano verificarlo prima e indicarci una strada. Noi più che sottoscriverlo davvero non sappiamo cosa altro fare. Se esiste davvero la volontà politica di salvare i tribunali abruzzesi, la dimostrino adesso, nelle sedi parlamentari e con atti conseguenti».
La conclusione del senatore è netta: «Il tempo delle promesse è finito. Non ci sono più alibi né scuse da utilizzare nei confronti delle cittadine e dei cittadini abruzzesi. La salvaguardia dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Vasto e Lanciano non può essere l’ennesimo annuncio disatteso di questa maggioranza».
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